Mutui, aumentano i tassi. Meglio fisso o variabile? Differenze e simulazioni, ecco come scegliere

L'Italia risulta al vertice in Europa per le condizioni dei tassi dei mutui variabili ma si colloca agli ultimi posti per quelli fissi

Venerdì 7 Ottobre 2022
Mutui, quali strategie ora che i tassi sono aumentati? Meglio il fisso o il variabile?

Mutui e surroghe in calo. Dall'inizio dell'anno si registra una contrazione complessiva del 22,6% rispetto ai primi nove mesi del 2021 (-25,5% la flessione nel solo mese di settembre) ma va rimarcato come la performance negativa del comparto sia determinata dal crollo verticale delle surroghe che, secondo l'ultima rilevazione prodotta da Crif, sono diminuite del -61,9% rispetto al 2021 e ormai spigano poco più dell'8,5% del totale. Con il rialzo dei tassi non è infatti più conveniente rinegoziare il prestito per ottenere dalla banca condizioni migliori.

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Il rialzo

Ma in questa fase in cui le banche hanno avviato una forte stretta monetaria per frenare l'inflazione e i tassi sono destinati a salire ancora conviene fare un mutuo a tasso fisso o variabile? Dipende. Il fisso inizialmente costa di più ma consente di inchiodare il costo a un livello che poi non cambierà più. Con il variabile si risparmia all'inizio ma si rischia di pagare molto di più nei prossimi mesi se i tassi saliranno ancora.

La simulazione

Ipotizzando l'acquisto di un immobile da 300mila euro a Roma da parte di un quarantenne e chiedendo un prestito di 200mila euro da restituire in 20 anni il tasso migliore che si riesce a spuntare oggi è del 3,2% con una rata mensile di 1.129 euro (simulazione fatta sul portale mutuionline.it). Scegliendo un tasso variabile con le stesse condizioni si riesce ad avere un tasso nettamente più basso (1,65%) con una rata di 978 euro al mese. Un risparmio quindi non indifferente ma che potrebbe venire eroso dai prossimi rialzi dei tassi. Se invece si è scelto il fisso e i tassi poi dovessero scendere è sempre possibile con una surroga rinegoziare il mutuo e spuntare condizioni migliori.

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Il confronto

Intanto l'Italia risulta al vertice in Europa per le condizioni dei tassi dei mutui variabili ma si colloca agli ultimi posti per quelli fissi. A stilare la graduatoria, fotografando la situazione delle condizioni offerte agli aspiranti mutuatari italiani, sono Facile.it e Mutui.itL'indagine si basa sulla rilevazione dell'andamento degli indici registrati online in 11 Paesi a inizio settembre, considerando una richiesta di finanziamento di 120.000 euro da restituire in 20 anni per acquistare un immobile del valore di 180.000 euro.

Sul fronte del tasso variabile (considerando sempre il Tan) nessuno, tra i Paesi analizzati, offre un tasso iniziale migliore di quello italiano. Va detto però - si sottolinea nella nota di Facile.it e Mutui.it - che, a differenza del fisso, le distanze tra i Paesi rispecchiano solo la prima rata e, considerata la variabilità dei tassi, potrebbero modificarsi nel tempo a seconda dell'andamento dell'indice a cui ciascun mutuo è collegato.

Guardando al tasso fisso invece l'Italia si posiziona nei gradini bassi della classifica; solo Grecia e Germania hanno indici più alti. Valori nettamente migliori per Spagna e Portogallo e ancora più bassi per la Francia. Allargando l'analisi all'Europa geografica emerge un quadro variegato: in Svizzera i Tan sono inferiori a quelli italiani, mentre va decisamente peggio oltremanica, nel Regno Unito.

Ultimo aggiornamento: 9 Ottobre, 08:27 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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