Visco: «Incubo del disavanzo invivibile, i mercati reagiscono se si alimenta la paura»

Sabato 22 Giugno 2019
Visco: «Disavanzo incubo invivibile, serve stabilità»

I mercati reagiscono se si alimenta la paura: va ridotta la sfiducia nei confronti dell'Italia non inseguendo obiettivi dannosi, ma enfatizzando la capacità di crescita. Così in sintesi il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco che al Tech Festival di Venezia, organizzato dal Il Foglio, spiega: «ci vuole fiducia e capacità di programmazione, non si può vivere sotto l'incubo del disavanzo che non asseconda la richiesta di stabilità dei mercati». «Alimentare la paura del distacco dall'Europa fa reagire in modo negativo i mercati, che si 'assicuranò contro questo rischio facendo salire i tassi, con un effetto che si trascina sulla crescita delle imprese», dice. 

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La paura principale per Visco «è quella di distaccarci dall'Europa, i mercati la ascoltano e si assicurano contro questo rischio. Così sono vari punti base di tassi di interesse più alti che vengono richiesti» e il loro peso crea «preoccupazione per gli effetti sulla crescita. Se l'emissione di titoli pubblici vede 2,5 punti in più rispetto alla Germania e uno in più di uno rispetto a Spagna, questo si trasferirà piano piano in tutti i meccanismi che concedono credito a livello privato, e alla fine rallenta la capacità di crescere dell'economia con effetti sugli investimenti». Bisogna cambiare direzione con le riforme, che vanno fatte con serietà - ha ammonito il Governatore. Bisogna quindi ridurre la sfiducia «non inseguendo obiettivi dannosi, e va enfatizzata invece la capacità di crescita dell'economia attraverso investimenti pubblico-privati». 

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Secondo Visco bisogna insomma «stabilizzare l'economia, perché di fronte anche a una situazione di choc tutto dipende dalla capacità di distribuzione della spesa». Visco respinge invece ipotesi allarmistiche sull'inesigibilità del debito italiano: «è un rischio pari a zero». Il governatore parla anche dell'ipotesi di riforma per la Banca d'Italia, anche alla luce del ddl preannunciato dal governo gialloverde, «le premesse di tutto ciò vanno affrontate con serietà e attenzione» e rilancia sull' indipendenza, citando le parole di Azeglio Ciampi: «più che l'indipendenza - ha spiegato - è molto importante l'autonomia di giudizio, se chi opera in Banca d'Italia è libero di esercitare il proprio giudizio». Messi i paletti, sicurezza, debito e ruolo dell'istituto di Via Nazionale, Visco ha ricordato che l'Italia ha anche molti punti di forza: «abbiamo partite correnti in avanzo, debito nei confronti dell'estero quasi azzerato, un debito privato basso». 
 


Ed al festival veneziano organizzato dal quotidiano diretto da Luciano Cerasa e dedicato al futuro, il governatore parla anche di monete virtuali: «le banche centrali studiano da tempo la moneta digitale, è qualcosa di complementare che può essere controllato», e di innovazione. La tecnologia è una sorta di 'infrastrutturà sulla quale bisogna investire, spiega, perchè «il contributo tecnologico porta lavoro, ma la velocità di adattamento è tale che non riusciamo a seguirne l'evoluzione; in Italia c'è solo il 5% del valore aggiunto da digitalizzazione rispetto alla Germania, che ha l'8%. 

Siamo tra gli ultimi paesi nel capitale umano, lo si vede nel tasso di disoccupazione, che per noi è pesante, perché va a intaccare il manifatturiero». «I robot, però lavorano con noi e per noi. Scompariranno alcune professioni, ma se ne creeranno di nuove».

Ultimo aggiornamento: 21:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA