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Oggetti di schermo di Adriano De Grandis

Venezia 73, prime anticipazioni
da Malick all'Italia degli outsider


Dopo la scorpacciata autoriale di Cannes, nella sua smania di grandeur, Venezia è chiamata a sostenere un’immagine forte, non di riflesso. La conferma per ulteriori 4 anni di Alberto Barbera è una garanzia di continuità e la possibilità di lavorare a un progetto solido e duraturo. A meno di un mese dalla presentazione ufficiale (il 28, al solito a Roma) e a due mesi dal via (il 31 agosto), vediamo quali saranno probabilmente i film che vedremo nell’edizione numero 73. Partiamo dagli italiani. I big sono tutti in stand-by e quindi sarà importante scommettere bene. La presenza più probabile, diciamo quasi certa, in concorso è quella di Michele Placido con “7 minuti”, storia di lotte operaie minacciate di licenziamento, in provincia di Latina con Capotondi, Angiolini, Piccolo, Violante Placido e anche Fiorella Mannoia. A Venezia andrà sicuramente anche “Indivisibili” di Edoardo De Angelis, già in laguna con Perez. È la storia di due gemelle siamesi nel casertano, ma la possibilità di separarle aprirà una questione morale non indifferente. Possibile Concorso, altrimenti va agli Autori. Ci sono buone chances per Francesco Bruni (tra gli attori anche il regista Giuliano Montaldo) un on the road di una persona anziana con 4 ragazzi nel tosco-emiliano; e anche per Daniele Vicari che con “Sole, cuore e amore” (Ragonese, Eva Grieco) storia di amicizia e solidarietà femminile. Si parla anche di Andrea Molaioli, che da “Slam” di Nick Hornby ha tratto “Tutto per una ragazza”, storia di un adolescente con la passione per lo skateboard e di un’amicizia immaginaria.
Di sicuro non ci sarà Gianni Amelio che con il suo “La tentazione di essere felici” naviga, visti i tempi realizzativi, verso Berlino 2017. Altri nomi possibili Pif (“In guerra per amore”, nella Sicilia dello sbarco americano) e Ivano De Matteo (“La vita possibile”, altra storia tutta al femminile con la coppia Buy-Golino). Meno probabili Cristina Comencini (“Che resti tra noi”), dal rapporto tormentato in laguna, e Kim Rossi Stuart (“L’intelligenza del maschio”), due commedie più leggere che forse non rientreranno per il concorso. Più possibile l’arrivo di Giuseppe Piccioni (“Questi giorni”), storia “provinciale” al femminile. Tra le opere prime c’è interesse per “I figli della notte” di Andrea De Sica (figlio di Manuel), storia adolescenziale nel college, “La ragazza del mondo” di Marco Danieli, amori contrastanti all’ombra dei testimoni di Geova (probabile zona Autori) e “Le ultime cose” della documentarista Irene Dioniso, sulla crisi economica attuale, la cui destinazione più credibile sembra la Settimana della Critica.
Capitolo Stranieri. Assai difficile e molto improbabile la presenza di “Silence” di Martin Scorsese, così come quella di “Snowden” di Oliver Stone, ma potrebbe arrivare invece “Sully” di Clint Eastwood, con Tom Hanks. Quasi sicure le presenze di Terrence Malick (“Weightess”, amori intrecciati con un numeroso cast olimpico), James Gray (“The lost city of Z”, un esploratore a caccia di una città amazzonica). I francesi potrebbero proporre l’ultimo François Ozon (“Frantz”), mentre Bertrand Bonello (“Nocturama”) andrà quasi certamente a San Sebastian. Possibilità anche per Wim Wenders (“The beautiful days of Aranjuez”), James Franco (“Zeroville”), Tran Ahn Hung (“Eternity”). E ancora voci sugli ultimi film di Dolan e Larraín, se saranno pronti.

Sabato 2 Luglio 2016, 10:52
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