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Oggetti di schermo di Adriano De Grandis

Famiglie distrutte o da distruggere
l'horror abita in quelle case



Thelma, una giovane norvegese, si trasferisce a Oslo per iniziare gli studi universitari. Proviene da una famiglia fortemente religiosa. La ragazza viene spesso colta da crisi di epilessia. Dopo una crisi conosce Anja che la soccorre e tra le due ragazze nasce una forte attrazione. Ma la ragazza ha un altro segreto: riesce col pensiero a trasformare in fatti i propri desideri. E ha un precedente in famiglia: una nonna che lei ha creduto morta per tanto tempo e che invece è ricoverata in una clinica. Trier descrive un coming of age sposandolo freddamente al cinema di genere e mostrando la consueta abilità razionale nella messa in scena. E se la storia è prevedibile fin dall'inizio e il manifesto senso metaforico è lampante (e anche invadente), il film comunque si fa apprezzare oltre che sul piano estetico anche per un senso di libertà (dalla famiglia) che accompagna il percorso adolescenziale della ragazza. C'è molto De Palma certamente con l'aggiunta delle atmosfere tipicamente nordiche e forse il tutto non è così originale, tuttavia l'horror esistenziale regge.
Stelle: 2½


L'AFFIDO - Unica opera prima in Concorso all’ultima Mostra ha avuto l’incredibile clemenza delle Giurie che le hanno attribuito ben due premi: il Leone d’argento per la regia e il Leone d’oro del futuro appunto come film d’esordio. Un’esagerazione colossale, trattandosi di un film che convince poco.
Lo firma il 38enne francese Xavier Lagrand, si intitola “L’affido” e sembra già tutto vecchio alla faccia del premio, che dovrebbe sondare, al contrario, qualcosa che mostri effettivamente un segnale di innovazione, estetica o anche narrativa. Invece in un contesto molto convenzionale è la storia di Miriam e Antoine, divorziati, che cercano di ottenere l’affido di Julien, il loro figlio più piccolo. Il padre, a detta della madre, è un uomo violento e pericoloso, ma i giudici stentano comunque a crederle.  Una storia indubbiamente molto attuale, ma che nel film lascia solo spazio agli aspetti più gridati.
In un crescendo di tensione, si arriva a un finale dagli stilemi horror (una specie di situazione alla “Shining”, con madre e figlio terrorizzate dal padre armato), mentre il film costruisce un teorema della paura in una struttura ovvia, senza mai uno scatto di regia (appunto: anche l’altro premio grida abbastanza vendetta). E lancia, senza approfondirle, altre tematiche, come la scoperta di essere incinta da parte della figlia neo maggiorenne, che tutto sommato serve a poco all’economia del film, se non sviluppata, ma alimenta un clima di ossessione e paura, che sembrerebbe il motivo essenziale della messa in scena. Certo il tema del diritto dei minori a essere protetti e salvaguardati resta importante, ma siamo lontani dall’eleganza di scrittura e regia di un Farhadi (quello di “Una separazione”) o dal simbolismo spinto dell’ultimo Zvyangintsev (“Loveless”), solo per fare qualche esempio eclatante e riuscito.
Stelle: 2

THE STRANGERS - Una famiglia, madre-padre-due figli adolescenti, cambia casa, dopo che la figlia si è fatta espellere dalla scuola. SI recano in una zona boschiva con casette bungalow, dove abitano già dei parenti. Arrivati però a tarda notte iniziano a scoprire che il posto è tutt’altro che idilliaco. Quasi più sequel che remake del film di dieci anni fa di Bryan Bertino (che ora scrive comunque la sceneggiatura), questa seconda puntata di “The strangers” diretta da Johannes Roberts è un robusto horror profondamente carpenteriano (la musica è vicina al plagio), che crea un’aria di costante allarme, a cominciare dalla scena della piscina, forse la migliore. 
Stelle: 3
 

 

Venerdì 22 Giugno 2018, 09:38
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