I "Notturni" in basilica, cifre record
E Goldin ribatte ai prof: «Provinciali»

PER APPROFONDIRE: basilica, goldin, mostra, vicenza
Opera di Gauguin tra i capolavori in mostra e Marco Goldin

di Roberta Labruna

VICENZA - «Usciamo da due settimane straordinarie». Dopo le Festività si fa il punto sulla mostra allestita in Basilica "Tutankhamon, Caravaggio, Van Gogh. La sera e i notturni dagli egizi al Novecento" ed anche se a pronunciarla è colui che l'ha curata in ogni minimo dettaglio, ovvero Marco Goldin, la frase non suona autocelebrativa. Sono i numeri a dirlo e i numeri, come scandisce anche il sindaco Achille Variati, sono dalla parte di chi afferma che questo allestimento «è un evento di prima importanza».



Un dato su tutti: nei primi 14 giorni di apertura la mostra è stata visitata da 32437 persone, con una media giornaliera di 2495 presenze. Ma è il raffronto con altre due grandi mostre che offre bene il senso di questa unità di misura e che certifica il successo dell'esposizione: «Nelle prime due settimane di apertura della mostra "Raffaello verso Picasso" i visitatori», ricorda Goldin, «furono 24696. Nelle prime due settimane della mostra "Verso Monet" a Verona le presenze furono 23080».



Traduzione: la mostra dei "Notturni" in Basilica si candida ad essere la mostra dei record. E questo nonostante i gruppi che hanno fatto tappa in Basilica siano stati solo l'8 per cento. Un dato, questo, destinato nei prossimi mesi a salire parecchio. Altri numeri: 135mila sono le prenotazioni ricevute, in particolare da Vicenza, Padova, Verona, Bologna, Treviso e Milano, 15716 invece gli alunni delle scuole vicentine che hanno già prenotato la visita. E chi invece c'è già stato lo ha fatto in maniera attenta: la visita alla mostra dura in media due ore, in 8829 hanno noleggiato l'audio-guida, in 3mila hanno acquistato catalogo e dvd. E poi rispetto al periodo natalizio dell'anno scorso, grazie all'attrattiva della mostra, gli alberghi in città hanno segnato un più 50 per cento di clienti.



Sciorinando i numeri Goldin si è anche tolto un sassolino dalla scarpa sulle critiche giunte da alcuni docenti universitari e dai prof del Pigafetta, che hanno contestato la mostra per «lo scarso valore scientifico e didattico».«La mostra non l'hanno nemmeno vista. Questo è un atteggiamento molto italiano, provinciale, che consiste nel criticare per partito preso», dice Goldin. «L'arte richiede approfondimento, è vero. Ai docenti del Pigafetta dico: organizzate, anche con spirito critico, dei percorsi autonomi», aggiunge il vicesindaco Jacopo Bulgarini. «Ci sono discussioni sulla validità di questa straordinaria mostra? Evviva! Nulla di tutto ciò accadrebbe, se a Vicenza non ci fosse nulla», chiude Variati.
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Domenica 11 Gennaio 2015, 19:57






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