Concordato, alla Cimolai le "garanzie" della Sace

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Il concordato della Cimolai entra nella fase più importante e delicata. Dal 20 di luglio, infatti, inizieranno le votazioni dei creditori che dovranno valutare il piano di salvataggio messo in campo dall'impresa pordenonese. Il percorso sembra essere iniziato sotto buoni auspici. Ieri, infatti, la Sace (la società assicurativo - finanziaria italiana specializzata nel sostegno alle imprese e al tessuto economico) ha comunicato il riscadenzamento del credito che vanta nei confronti della Cimolai. Si tratta complessivamente di oltre un centinaio di milioni. Questo significa che la Sace ha accolto i passaggi del piano di salvataggio e darà ossigeno all'impresa pordenonese consentendole maggior tempo per pagare. Un notizia positiva, anche se attesa dal pool di professionisti che sta ancora lavorando per la Cimolai, a cominciare dallo studio pordenonese dell'avvocato Bruno Malattia. C'è subito da dire, però, che la questione non è affatto chiusa, anche a fronte della disponibilità di Sace. Il percorso per la salvezza della Cimolai è ancora lungo.


LA BANCHE
In una nota la Sace ha spiegato il passaggio, ma ha soprattutto inviato una sorta di "messaggio" alle banche "scoperte" che vantano crediti. «Cimolai - scrive Sace - ha ricevuto a valle del deposito dell'integrazione della propria proposta di concordato preventivo, il preliminare supporto di Sace sulle modalità di riscadenzamento del debito proposte da Cimolai al Tribunale di Trieste». Per Cimolai si tratterebbe di "un passo significativo per supportare il perseguimento degli obiettivi del proprio piano industriale, nell'ambito della procedura concordataria in corso, nel caso di supporto anche degli altri istituti finanziari coinvolti". Ecco, dunque, l'invito agli istituti di credito esposti con la Cimolai a portare avanti una sorta di "linea morbida" (leggi parere favorevole al piano di salvataggio e quello industriale) nel solco della fiducia a una operazione sicuramente molto complessa. Sarà sufficiente? Difficile dire cosa faranno le banche, in ogni caso la Sace ha fatto quello che poteva fare.


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