Via D'Azeglio, tra residenti e costruttore scoppia la pace

Via D'Azeglio, tra residenti e costruttore scoppia la pace
EDILIZIATREVISO Nove mesi di battaglie e poi l'accordo: è pace tra il comitato di via D'Azeglio e il costruttore Giorgio Rigo. Al posto del palazzo di quattro piani, tre villette...

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EDILIZIA
TREVISO Nove mesi di battaglie e poi l'accordo: è pace tra il comitato di via D'Azeglio e il costruttore Giorgio Rigo. Al posto del palazzo di quattro piani, tre villette di volumetria contenuta con piscine. È la prima volta che in città gli effetti del Piano casa vengono fermati dall'intesa tra un comitato e un privato. «Siamo soddisfatti. È l'esito di un lavoro certosino nato dalla pazienza e dalla volontà del cittadino di gestire il territorio» commenta Alessandra Del Giudice, portavoce del comitato.

BRACCIO DI FERRO
La contesa parte nove mesi fa, quando un costruttore privato ottiene grazie al Piano casa regionale il permesso a costruire in via D'Azeglio, a ridosso delle mura, un condominio di quattro piani con otto unità abitative e una villetta. A fronte di questa prospettiva si era costituito un comitato. «Il quartiere si è mobilitato, ci sono stati una serie di appelli alla pubblica amministrazione che sono rimasti però lettera morta» prosegue Del Giudice che ha inoltrato ricorso al Tar, poiché i confinanti vantavano una maturata usucapione sulla stradina di accesso al condominio. «In parallelo è iniziato un proficuo colloquio con l'imprenditore Rigo. Pure con molto lavoro e fatica siamo riusciti ad avere un accordo abbastanza soddisfacente per entrambi».
LA SODDISFAZIONE
Non più un condominio bensì tre villette contenute dal punto di vista volumetrico. «Abbiamo puntato alla tutela del verde, evitando che si riproponesse la situazione di via Ramusio». Gli alberi sono stati trapiantati ai bordi dell'area e l'imprenditore si è impegnato a piantumarne altri. Il progetto prevede anche delle piscine con forte attrattiva commerciale: ma queste dipenderanno dalla richiesta del potenziale acquirente. Un accordo che di fatto apre la strada a un nuovo dialogo tra comitati e privati. «Al di là del risultato è la prima volta che al di fuori dell'attività della pubblica amministrazione il cittadino si è speso per la difesa del territorio». Nove mesi di confronto, invio di bozze, lavoro di cesello per addivenire ad una soluzione. Ma l'accordo si è trovato. «Abbiamo firmato il documento alla curia mercatorum. È un grande risultato di pianificazione comune per il futuro».

Elena Filini
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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Il Gazzettino