Studente salva dall'infarto il vicino

Studente salva dall'infarto il vicino
IL CASOPADOVA Ha appena 19 anni ed è già un esperto in questioni di cuore. Non nel senso di passioni e sentimenti, peraltro comuni alla sua età. Ma del funzionamento,...

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IL CASO
PADOVA Ha appena 19 anni ed è già un esperto in questioni di cuore. Non nel senso di passioni e sentimenti, peraltro comuni alla sua età. Ma del funzionamento, propriamente inteso, del muscolo cardiaco. Riccardo Sera, studente dell'ultimo anno del Ipsia Bernadi, mettendo a frutto la lezione di un corso di heartsaver, concluso pochi giorni prima in classe, ha così soccorso in modo provvidenziale un vicino di casa colto da un malore, scongiurandone, se non il decesso, quando meno il rischio di subire danni cerebrali irreversibili.

LA VICENDA
Tutto è accaduto qualche giorno fa in uno dei condomini di via Luxardo, nella zona di Torre, dove Riccardo vive con la famiglia. «Poco dopo pranzo racconta il 19enne una nostra vicina si era disperatamente attaccata ai campanelli del residence chiedendo aiuto. Il suo compagno era stato appena colto da un malore. La signora aveva immediatamente chiamato i medici del 118. Ma erano stati loro a raccomandarle di non perdere secondi preziosi e trovare subito qualcuno in grado di compiere le operazioni di massaggio cardiaco». Riccardo non ci ha pensato due volte. È corso a casa della vicina e ha trovato l'uomo sul divano di casa. «Al telefono continua il ragazzo i sanitari del 118 davano istruzioni su come compiere le compressioni toraciche, ma nessuno si sentiva di farlo».
L'INTERVENTO
Il 19enne invece ha cominciato a farlo, con determinazione e sangue freddo, mandando a memoria la lezione imparata a scuola qualche giorno prima. Ha adagiato l'uomo per terra e ha cominciato ritmicamente e metodicamente le operazioni di compressione e ventilazione. Ha agito da manuale, come hanno confermato i sanitari, che poco dopo sono intervenuti con il defibrillatore: in ospedale il paziente è stato dichiarato fuori pericolo.
«Non ho avuto paura spiega Riccardo anzi ho sentito che quanti assistevano al mio intervento avevano fiducia in me. Il giorno dopo ho raccontato quanto accaduto ai miei compagni ed insegnanti. Condividendo con loro un'esperienza davvero importante».
IL PROGETTO

Non è un caso che, secondo gli esiti del questionario distribuito agli studenti, il progetto Con il cuore in mano indirizzato alle classi quinte del Bernardi sia stato il secondo più gettonato fra i 30 progetti lanciati dalla scuola. Rendendo consapevoli tanti compagni di Riccardo dei miracoli che possono fare l'addestramento ed un pizzico di coraggio «A sostenere economicamente il progetto spiega Giuseppe Pinton, uno dei professori era stato il Lions Club. Poi i fondi sono finiti. Pur di non cancellare l'esperienza abbiamo deciso di finanziarlo chiedendo un contributo alle famiglie. Il resto lo fanno gratuitamente i medici del Pronto soccorso che vengono a tenere le lezioni in classe. I ragazzi? Non si perdono una sola lezione. Sanno che quanto imparano può essere immediatamente messo a frutto a casa, in palestra o per strada». Una sorta di filiera della solidarietà che scaturisce dai banchi di scuola per diffondere i proprio benefici oltre i muri scolastici. Se per Riccardo, si è trattato di una questione di cuore, per la sua scuola la questione è stata di altruismo e lungimiranza.
Lucio Piva
Leggi l'articolo completo su
Il Gazzettino