La famiglia spacca il consiglio

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Vivacissimo dibattito in consiglio comunale sulla mozione della Lega "a salvaguardia della famiglia, quale nucleo naturale e fondamentale della società fondata sulla unione tra...

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Vivacissimo dibattito in consiglio comunale sulla mozione della Lega "a salvaguardia della famiglia, quale nucleo naturale e fondamentale della società fondata sulla unione tra uomo e donna".

Ed è apparso un dibattito tra cattolici di diversa sensibilità. Alla fine la mozione passava con 8 voti (mancavano Paolo Zuin e due donne della Lega, Chiara Grandotto e Anna Bertacco, ndr), con il voto contrario di Barbara Guidolin del M5S e con i quattro consiglieri di Rosà 2012 che abbandonavano l'aula prima del voto.
È stato il vicesindaco Manuela Lanzarin ad illustrare la mozione: «La famiglia - ha ribadito - è una istituzione naturale basata sulla relazione uomo-donna; oggi assistiamo ad una propaganda, ad azioni, sia nella scuola, che nella politica, vedi i sindaci di Milano e Roma con le iscrizioni delle nozze gay, che cercano di far passare altri modelli».
«Noi chiediamo - ha insistito - di riconoscere la famiglia tradizionale, il ruolo non dei genitori, ma del padre e della madre, di non seguire il modello di educazione sessuale proposto ai bambini piccoli da una commissione di esperti europei».
Lanzarin ha altresì detto che non vuole violare il diritto di chi invece fa altre scelte, in base all'art. 3 della Costituzione, ma di richiamarsi all'art. 29 della stessa, che parla di famiglia naturale con matrimonio tra uomo e donna. (In realtà l'art 29 della Costituzione non cita uomo e donna ma parla solo di coniugi, ndr).
Articolata la risposta di Piotto. «Questa è propaganda politica. Oggi siamo chiamati ad essere accoglienti. Io personalmente sono per la famiglia, ma come amministratori dobbiamo rappresentare l'universo delle persone, con i diversi sentire. Accusate le scuole? Ma che cosa sappiamo dei progetti educativi di queste? E poi la battaglia per la famiglia la si fa concretamente con interventi a favore. Per il resto occorre la cultura del dialogo».
Barbara Guidolin del M5S: «Ma quale famiglia difendete? Quella di oggi che ha violenze, divorzi, separazioni? La tradizione? Se avessimo seguito la tradizione, né io, né lei Manuela Lanzarin, saremmo qui in consiglio».
Per la Lega sono intervenuti l'assessore Simone Bizzotto, con la sua testimonianza di padre di 4 figli: «La famiglia è questa, il resto è altra cosa». Domenico Bizzotto ha evocato, da cattolico, le battaglie fatte contro il divorzio, l'aborto, l'eutanasia. «Qui per seguire l'1% dimentichiamo i valori del resto». «Ma voi - chiedevano alla fine alle opposizioni il sindaco Bordignon e Gildo Lando - che famiglia volete?».

«Le cose non sono così semplici, occorre un vero dibattito, non 10 minuti di consiglio» gli rispondeva Flavio Nichele a nome di Rosà 2012, che usciva dall'aula. Leggi l'articolo completo su
Il Gazzettino