Gino Cecchettin da Fazio: «Come padre mi sono chiesto dove avessi sbagliato. Faccio un appello agli uomini dite 'Ti amo' adesso alle donne»

VIGONOVO - Gino Cecchettin da Fazio: «Come padre mi sono chiesto dove avessi sbagliato. Faccio un appello agli uomini dite 'Ti amo' adesso alle donne»....

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VIGONOVO - Gino Cecchettin da Fazio: «Come padre mi sono chiesto dove avessi sbagliato. Faccio un appello agli uomini dite 'Ti amo' adesso alle donne». Stasera, domenica 10 dicembre, il papà di Giulia Cecchettin - la 22enne di Vigonovo uccisa lo scorso 11 novembre dall'ex fidanzato Filippo Turetta - è stato ospite da Fabio Fazio in diretta su Nove. A un mese dalla tragedia che ha colpito la sua famiglia.

L'omicidio efferato di Giulia ha avuto un'eco nazionale, oltre diecimila persone hanno partecipato al funerale a Padova, celebrato nella Basilica di Santa Giustina. Una marea umana - fatta di donne, uomini, bambini - ha salutato in Prato della Valle la studentessa di Vigonovo uccisa dall'ex fidanzato perché voleva essere libera di autodeterminarsi.

L'intervista

Papà Gino entra in diretta a Che Tempo che fa e viene accolto da una standing ovation del pubblico, un abbraccio virtuale da parte di tutti.

Papà Gino inizia parlando del discorso al funerale di Giulia: «Il mio discorso al funerale nasce da un profondo dolore, ho cercato di astrarmi per cercare le possibili cause che hanno portato a non avere più Giulia con me. Mi sono chiesto dove avessi sbagliato. Sto cercando di capire se ci sia una soluzione. Sono qui perché mi trovo mio malgrado a combattere una battaglia. Prima mi dispiacevo quando ascoltavo le notizie sui femminicidi, ma poi voltavo pagina come fanno tutti. Un anno fa ho perso mia moglie Monica che mi ha insegnato la vera essenza dell'amore e sono cambiato. Nei suoi ultimi giorni in ospedale era molto affranta, si è addirittura scusata con me per essersi ammalata. E' stato qualcosa di vicino alla santità e sono cambiato anche nei confronti dei miei figli. Ho iniziato a dire loro 'Ti amo' più spesso. Dobbiamo fare tutti qualcosa, Elena ha dato un messaggio ben chiaro. Lei ha centrato il punto, quando l'ho sentita parlare di patriarcato, all'inizio sono rimasto interdetto. Ma ha ragione, la supporterò in tutte le sue battaglie».

Continua papà Gino: «Patriarcato indica un concetto di possesso, come se la donna fosse una proprietà. Dobbiamo iniziare a cambiare le espressioni che usiamo tutti i giorni. Io ho iniziato a piangere per Giulia già la domenica perché un padre certe cose le sente. Sono riuscito ad azzerare l'odio e la rabbia perché mi sono concetrato su di lei. Io voglio amare e non odiare perché l'odio toglie energia». 

E sul fatto di aver scelto di non utilizzare il termine mostro, Gino spiega: «Mostro indica l'eccezionalità mentre l'omicidio di Giulia e di altre donne sono purtroppo storie di normalità. Dobbiare guardare i nostri figli e capire se possono diventare persone pericolose. Ringrazio il presidente Luca Zaia e il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara che hanno deciso di inviare il mio discorso alle scuole. Noi vogliamo fondare un'associazione per portare avanti la nostra battaglia».

Conclude papà Gino: «Monica e Giulia ora sono la nostra luce che accompagneranno me, Elena e Davide per tutta la vita. I miei figli piangono una sorella che non hanno più».

Infine l'appello agli uomini: «Vorrei invitarvi a dire 'Ti amo' alle vostre compagne, ditelo spesso. Ditelo adesso».

 

La battaglia di papà Gino

Giulia Cecchettin è la 105esima vittima di femminicidio in Italia nel 2023. Papà Gino ha detto di voler trasformare il dolore in qualcosa di costruttivo, per questa ragione si batterà per sensibilizzare i giovani alla lotta contro la violenza sulle donne.

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Il Gazzettino