Travolto durante la gara di triathlon sul lungomare: è caccia al ciclista-pirata

ROVIGO - Sei costole rotte, con versamento polmonare e contusioni in tutto il corpo. L’incidente in cui, domenica pomeriggio, è rimasto gravemente ferito Stefano Bolognese, triatleta rodigino di 54 anni, più che una caduta è stato un massacro. E ora è caccia all’uomo, un chioggiotto, che ha causato l’incidente tagliando la strada dei partecipanti alla manifestazione sportiva, in sella a una bici elettrica.  
LA GARA
Il 18° Triathlon Sprint Gold Rank, che si teneva domenica a Sottomarina, doveva essere un appuntamento memorabile per gli appassionati: vi partecipavano oltre 500 atleti, di cui una cinquantina del Rhodigium Team, in una giornata con il sole splendente e la città pronta a offrire tutta la sua ospitalità. La gara maschile era partita alle 13, di fronte ai bagni Lungomare, con la frazione di nuoto e, poco dopo le 14, i triatleti, in sella alle loro biciclette, stavano disputando la seconda frazione, pedalando sul Lungomare. Ma il destino si è messo di traverso, nella persona di un altro ciclista, un po’ meno atletico, visto che viaggiava in bici elettrica, ma molto più incosciente, dato che ha attraversato la strada, Chiusa al traffico, proprio mentre sopraggiungeva il gruppo di corridori. Tutti sono riusciti ad allargarsi e l’hanno evitato passandogli dietro o davanti: eccetto Stefano che, forse con la visuale coperta, se l’è trovato di fronte all’improvviso e non ha potuto evitare lo scontro. È caduto malamente a terra, gridando per il dolore e, mentre veniva soccorso, il ciclista-pirata si è allontanato. Ma non ce l’ha fatta a dileguarsi: è stato inseguito, a piedi, da un amico di Stefano che si trovava a Chioggia per assistere alla gara, che l’ha raggiunto e bloccato. «Dimmi come ti chiami – gli ha gridato contro – ti rendi conto di cosa hai fatto?». Apparentemente intimidito l’investitore ha detto un nome e pronunciato qualche frase di scusa ma, quando ha visto la strada libera, perché ormai il corteo dei corridori era passato, ha colto l’occasione al volo ed è scappato, accelerando al massimo e senza più fermarsi.
LA DENUNCIA
Gli organizzatori hanno denunciato il fatto alla Polizia locale che vigilava sulla manifestazione, riferendo anche il nome “confessato” dall’investitore. Ma le prime verifiche non sarebbero conclusive: c’è la possibilità che il ciclista-pirata abbia conservato sufficiente sangue freddo da mentire sulla propria identità. In ogni caso le indagini sono in corso e c’è almeno un testimone, l’amico dell’atleta ferito, che sarebbe in grado di riconoscerlo. Il ferito si trova ancora all’ospedale di Chioggia e, probabilmente, passeranno alcuni giorni prima che possa essere dimesso. Ieri ha ricevuto la visita di Paolo Albiero, presidente della Delfino Triathlon di Chioggia, la società che ha organizzato la manifestazione e ha reso anche alcune dichiarazioni agli investigatori sulle circostanze dell’incidente.

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