Pordenone, stalker 38enne condannato a un anno e dieci mesi. Minacce di morte alla compagna: «Fammi vedere le mie figlie o ti ammazzo»

Nove mesi di incubo per la donna. I messaggi la mettevano in costante agitazione facendola temere anche per le figlie minorenni

A Pordenone stalker condannato per minacce e molestie alla ex
PORDENONE - Nove lunghi mesi, tanto è durato l'incubo per una trentanovenne alla quale il suo ex era riuscito a rendere la vita un inferno di paura e anzia. Ieri...

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PORDENONE - Nove lunghi mesi, tanto è durato l'incubo per una trentanovenne alla quale il suo ex era riuscito a rendere la vita un inferno di paura e anzia. Ieri mattina l'uomo, 38 anni, è stato condannato dal giudice monocratico Alberto Rossi (vpo Patrizia Cau) a un anno e dieci mesi di reclusione. Era difeso dall'avvocato Laura Diana, mentre la parte civile era rappresentata dall'avvocato Aurelia Barna.

Insulti su Whatsapp e appostamenti sul luogo di lavoro


Il trentottenne non aveva accettato la rottura del rapporto sentimentale e aveva deciso di spendere il suo tempo molestando la sua ex, diventando un vero e proprio stalker. E per lanciarle addosso tutto il suo veleno utilizzava prevalentemente l'applicazione messaggistica whatsapp, inondandola di messaggi intimidatori e minacciosi. Le chiedeva ripetutamente di rispondere alle sue richieste, altrimenti gliela avrebbe fatta pagare. Non risparmiava nemmeno la carta delle figlie, entrambe minorenni, domandando insistentemente di vederle altrimenti avrebbe ucciso la donna e poi si sarebbe ucciso lui stesso. Era anche andato fuori dall'azienda dove la 39enne lavorava per aspettare che la donna uscisse. Ma tanta era la paura che si era chiusa in ufficio pur di non incontrarlo. Poi insulti pesanti, conditi da minacce più o meno velate. Un continuo che la vittima era costretta a vivere suo malgrado. Messaggi che la mettevano in costante agitazione, facendola temere anche per le due figlie minori. Ogni giorno aspettava con paura qualche nuovo messaggio, qualche nuova minaccia tanto che, per la paura che quanto le scriveva diventasse realtà, era stata costretta ad andare a vivere dai suoi genitori, con i quali si sentiva più protetta.

La donna vittima di stalking si era rifugiata a casa dei genitori


E, come non bastasse, ogni volta che doveva uscire da sola o con le bambine, chiedeva proprio ai genitori di accompagnarla perchè temeva che il suo ex la seguisse. Poi l'udienza davanti al gup, il rinvio a giudizio con l'accusa di atti persecutori e ieri la sentenza del giudice monocratico con la quale il 38enne è stato condannato a un anno e dieci mesi di reclusione.


 

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Il Gazzettino