Sevizia e abusa della moglie per 3 anni, condannato a cinque anni e mezzo

VENEZIA Il tribunale a Piazzale Roma
VENEZIA - Per tre anni ha maltrattato e seviziato la moglie, offendendola, minacciandola, a volte anche picchiandola per finire con costringerla a subire atti sessuali contro la...

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VENEZIA - Per tre anni ha maltrattato e seviziato la moglie, offendendola, minacciandola, a volte anche picchiandola per finire con costringerla a subire atti sessuali contro la sua volontà. In altre parole, le aveva reso la vita impossibile, tenendola in una situazione di paura perenne. Ieri B.S. 53 anni di origine marocchina, è stato condannato dal Tribunale a 5 anni e 6 mesi per maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale. L’uomo si trova in carcere da quasi un anno, essendo stato sottoposto a custodia cautelare, poiché le minacce erano continuate anche dopo che la povera donna se n’era andata via di casa.


La donna, sua connazionale, ha riferito nella denuncia di aver subito queste sevizie dal 2018. Secondo la ricostruzione del pubblico ministero Giorgio Gava, ella aveva subito sevizie di ogni genere: l’uomo rientrava in casa di notte e si metteva a gridare frasi offensive. Ha riferito poi di essere stata ripetutamente presa per il collo, picchiata, minacciata anche di morte e di essere bruciata. In udienza è emerso che in un’occasione l’uomo le avrebbe dato fuoco ai vestiti.
In base agli atti processuali, l’uomo le avrebbe anche detto che quando si sarebbe stancato di usarla come una serva, l’avrebbe fatta fuori e sarebbe ritornato nel suo Paese, dato che l’Italia non gli piaceva.


Minacce di morte e botte anche per avere prestazioni sessuali non consenzienti in quanto ritenute contrarie alla fede islamica. I casi di violenza in famiglia sono aumentati parecchio anche sul territorio veneziano durante gli ultimi anni di pandemia, come evidenziato dalle ultime relazioni presentate in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario 2021 e 2022. Casi di violenza meno appariscenti rispetto a quelli commessi in luoghi pubblici attraverso aggressioni da parte di sconosciuti, ma non per questo meno gravi. All’interno delle famiglie aumentati anche i reati sessuali ai danni di minori. Nel corso del processo di ieri, il Tribunale ha sentito la vittima, il fratello di lei, una vicina di casa e un agente di polizia che era intervenuto durante uno degli episodi contestati. Persone che avevano rilasciato la loro deposizione nella fase delle indagini. La donna ha scelto di non costituirsi parte civile, l’uomo era difeso dall’avvocato Marco Borella. Al termine della discussione, il pubblico ministero aveva chiesto sei anni di carcere.
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Il Gazzettino