Poveri, la Caritas in difficoltà: raccolti 10mila euro per aiutare l'ente di solidarietà

Poveri, la Caritas in difficoltà
CORDENONS - Il bollettino parrocchiale appena pubblicato conferma quello che aveva riferito la consigliera d'opposizione Paola Pasin Segalla durante l'ultimo Consiglio...

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CORDENONS - Il bollettino parrocchiale appena pubblicato conferma quello che aveva riferito la consigliera d'opposizione Paola Pasin Segalla durante l'ultimo Consiglio comunale. La Caritas cordenonese non riesce più a far fronte, con le sue sole forze, a tutte le richieste di aiuto che le pervengono sia da italiani che da stranieri in difficoltà per l'aggravarsi della situazione economica. Tanto che, durante i lavori dell'assemblea, la consigliera aveva chiesto l'intervento diretto del Comune. A questo proposito l'assessore alle Politiche sociali, Silvia De Piero, non aveva avanzato alcuna forma di preclusione, spiegando poi al Gazzettino che il problema era la necessità di legge nel rendicontare precisamente gli aiuti che la Caritas assegna. «Anni fa il problema non sussisteva: il Comune poteva aiutare direttamente l'organizzazione, senza che questa dovesse dettagliare come spendeva i soldi ricevuti. Oggi è diverso», ricorda De Piero, chiarendo che è necessario per legge avere un quadro preciso della strada che prendono tutti i fondi che l'Amministrazione stanzia.


SOSTEGNO
Detto questo, «c'è la volontà di aiutare la Caritas, per cui stiamo studiando il modo più utile». La consigliera Pasin Segalla ha chiesto un nuovo incontro a De Piero, che dovrebbe avere luogo molto presto. «Il problema - aggiunge l'assessore - è anche capire a chi vadano questi aiuti, per evitare che la stessa persona si rechi prima alla Caritas e poi dai Servizi sociali comunali, venendo sostenuta due volte, magari a scapito di qualcuno che resta poi senza nulla in mano». Il metro è lo stesso usato per altri interventi e serve a evitare ingiustizie. Il problema non è dunque conoscere quanto o come la Caritas spende, ma a chi vadano quegli aiuti. «Senza contare che tutta la problematica non è risolvibile dal singolo Comune, ma dovrebbe essere presa in carico dall'Ambito», precisa De Piero. Una soluzione può essere che l'Amministrazione cordenonese semplicemente destini una somma annuale all'ente caritatevole? «No, perchè per legge non possiamo fare donazioni - risponde -. La normativa è, come dire, molto scivolosa. C'è una sola motivazione che giustifica una donazione comunale ed è legata, se non ricordo male, all'ordine pubblico, non alle azioni caritatevoli». Problema irrisolvibile dunque? Secondo l'assessore De Piero no, bisogna solo trovare la via corretta.


RACCOLTA


Famiglia parrocchiale, il periodico delle parrocchie di San Pietro e Sant'Antonio, nel suo ultimo numero rimarca le difficoltà che vive la Caritas, tra aiuti sempre più frequenti per bollette di luce e gas e somme dispensate per le necessità più urgenti a famiglie che non ce la fanno. Per questo è stato istituito il Fondo di solidarietà, a cui i parrocchiani aderiscono su base volontaria, che al 31 ottobre aveva raccolto 10.205 euro. Non è dunque la generosità dei cordenonesi che manca: altri 2.010 euro sono arrivati in forma anonima attraverso la cassetta dedicata nella cappella di San Pietro. Sempre il bollettino parrocchiale non manca di descrivere come siano stati impiegati quei denari. 4.810 euro se ne sono andati in bollette di luce e gas; 1.800 al sostegno scolastico dei ragazzi di famiglie in difficoltà; 1.400 a persone con problemi di salute. Ci sono poi situazioni in cui un intervento a spot non è sufficiente. Agli aiuti ripetuti nel tempo sono stati destinati 4 mila euro. Come si vede, non vi sono precise indicazioni con nome e cognome e non appare semplice convertire la Caritas a un diverso modo di operare, magari collegando i nomi dei sostenuti con l'anagrafica comunale. L'assessore De Piero dovrà probabilmente trovare un'altra strada, ma quale possa essere non è ancora chiaro.
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Il Gazzettino