Zaia: «Astrazeneca imbarazzante: per 36mila i richiami con Pfizer o Moderna. Sono docenti e forze dell'ordine» Video

Luca Zaia in diretta, oggi 14 giugno, dalla sede della Protezione civile di Marghera per gli ultimi aggiornamenti su Covid e vaccini. L'incontro all'indomani di un bollettino, quello diffuso domenica, che segnalava l'assenza di morti per Covid-19 per 48 ore, dato che non si registrava da agosto dello scorso anno. Nessun morto, ma anche feste e assembramenti soprattutto sulle spiagge. Una movida senza regole tra alcol e musica fino a notte inoltrata che sta destando preoccupazione. Alcune spiagge, come Jesolo, hanno già vietato la vendita di alcolici da consumare in strada o in spiaggia durante i fine settimana.

Il presidente del Veneto ha aggiornato sulle ultime novità sul fronte vaccini, chi ha meno di 60 anni e ha fatto la prima dose con Astrazeneca, farà i richiami con Pfizer o Moderna.

 

 

IL BOLLETTINO

Numeri del Covid tra i più bassi di sempre in Veneto, da quando è iniziata la crisi sanitaria, nel febbraio 2020. La regione registra 19 nuovi casi di positività nelle ultime 24 ore, per una prevalenza dello 0,29% rispetto ai tamponi effettuati. Nessun decesso, come già era avvenuto domenica. Da 48 ore il report delle vittime è invariato  a 11.600. Il numero totale degli infetti dall'inizio dell'epidemia è di 424.634. I dati ospedalieri sono invariati: 444 ricoverati totali, dei quali 392 nelle aree mediche e 52 in terapia intensiva. I soggetti attualmente positivi sono 5.880 (-40). 

NOVITA' VACCINI

«Dall'8 di aprile a livello nazionale J&J e Astrazeneca vanno somministrati solo a chi ha più di 60 anni. La scelta della Regione Veneto è stata sempre quella di non fare Astrazeneca sotto i 60 anni e non abbiamo nemmeno mai fatto open day per questi tipi di vaccino - dice Zaia - dopo il caso della ragazza morta in Liguria, chi ha già fatto la prima dose di Astrazeneca, e ha meno di 60 anni, dovrà fare il  richiamo eterologo, con Moderna o Pfizer».

ASTRAZENECA IMBARAZZANTE

Tutto il balletto fatto a livello nazionale con Astrazeneca, è «a dir poco imbarazzante - dice Zaia - Astrazeneca è stato fortemente consigliato sotto i 55 anni, poi sotto i 60 anni e poi fortemente raccomandato sopra i 60 anni; di mezzo ci siamo noi, che dobbiamo bloccare le pallate che arrivano verso gli angoli più disparati della porta».

INSEGNANTI E FORZE DELL'ORDINE

Tra coloro che hanno fatto la prima dose Astrazeneca ci sono soprattutto gli insegnanti e le forze dell'ordine. Nei centri vaccinali veneti si sono presentate anche persone - per ora solamente 4 - che hanno rifiutato di "mescolare" i vaccini tra prima e seconda dose. La loro volontà viene rispettata e segnata nella scheda vaccinale: quindi non hanno voluto fare prima dose Astrazeneca e seconda Pfizer o Moderna.

SOPRA E SOTTO I 60 ANNI

«Noi applichiamo pedissequamente quello che viene prescritto. Sopra i 60 anni il richiamo sarà fatto con Astrazeneca, perché è l'unico a conduttore virale, in linea con quanto ricevuto nella prima dose. I richiami Astrazeneca sotto i 60 anni - aggiunge Zaia - che riguardano 36mila persone in Veneto e sono soprattutto insegnanti e forze dell'ordine, dovranno essere riprogrammati e dovranno essere fatti con Pfizer e Moderna. Riprogrammare è un problema, servono più dosi di questi tipi di vaccino». 

IN MAGAZZINO

In Veneto sono 3.384.000 le dosi di vaccino somministrate. In magazzino ci sono 279.992 dosi così ripartite:  Astrazeneca 137.356, J&J 88.724, Moderna 16.919 e Pfizer 41.993. «Temo che a luglio non sarà così rosea la fornitura di vaccini - spiega - Non pare ci siano trend in aumento, sarebbe una fortuna averli stabilizzati. Dobbiamo affrontare anche questo problema, ma intanto la rigorosità nell'andare per classi di età, senza saperlo, ci ha salvato da un guaio ancora maggiore. Se avessimo fatto, come qualche altra Regione, i salti di fasce d'età, oggi avremmo molti più richiami di seconde dosi da cambiare». 

GREEN PASS

«Per il green pass si parla di validità fino a 9 mesi dall'ultima dose, letto tra le righe significa che dopo questa scadenza qualcosa dovrebbe accadere - dice il governatore riferendosi all'ipotesi terza dose vaccinale - Se non ci sarà una terza dose penso che potrebbe esserci un nuovo vaccino. Ritengo sia impensabile che non ci sia un nuovo richiamo, così come accade per l'influenza: poi magari mi sbaglierò».

IN FARMACIA

L'assessore Manuela Lanzarin informa che molte farmacie stanno chiudendo il corso sui vaccini, nell'arco di una settimana partiranno con le vaccinazioni e somministreranno J&J. 

 

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