Veneti prima anche all'asilo: il governo impugna la legge voluta da Zaia

Veneti prima anche all'asilo: il governo impugna la legge voluta da Zaia
ROMA - È braccio di ferro tra Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, e il Cdm. Il Consiglio dei ministri ha infatti impugnato la legge regionale 6 del 21 febbraio 2016...

OFFERTA SPECIALE

2 ANNI
99,98€
40€
Per 2 anni
ATTIVA SUBITO
OFFERTA MIGLIORE
ANNUALE
49,99€
19€
Per 1 anno
ATTIVA SUBITO
 
MENSILE
4,99€
1€ AL MESE
Per 3 mesi
ATTIVA SUBITO

OFFERTA SPECIALE

OFFERTA SPECIALE
MENSILE
4,99€
1€ AL MESE
Per 3 mesi
ATTIVA SUBITO
 
ANNUALE
49,99€
11,99€
Per 1 anno
ATTIVA SUBITO
2 ANNI
99,98€
29€
Per 2 anni
ATTIVA SUBITO
OFFERTA SPECIALE

Tutto il sito - Mese

6,99€ 1 € al mese x 12 mesi

Poi solo 4,99€ invece di 6,99€/mese

oppure
1€ al mese per 3 mesi

Tutto il sito - Anno

79,99€ 9,99 € per 1 anno

Poi solo 49,99€ invece di 79,99€/anno
ROMA - È braccio di ferro tra Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, e il Cdm. Il Consiglio dei ministri ha infatti impugnato la legge regionale 6 del 21 febbraio 2016 che disciplina asili nido e servizi per la prima infanzia, introducendo come criterio di preferenza nell'accesso ai servizi per i bambini in età prescolare la residenza nel territorio regionale da almeno 15 anni. «Dal governo arriva un'altra impugnativa di una legge veneta per violazione della Costituzione - spiega Zaia -: dopo aver visto gli esiti delle precedenti azioni di illegittimità costituzionale, quella sul referendum per l'autonomia, quella sulla legge su moschee e luoghi di culto, e quella relativa alla legge Madia sulla pubblica amministrazione e sulla scelta dei direttori generali delle Ulss, non ci resta che attendere, sperando che anche questa si concluda con una vittoria della Regione Veneto. Perché è chiaro fin d'ora che noi resisteremo in giudizio». Zaia si è quindi espresso ponendo l'accento sul "prima i veneti":  «Resta un principio forte e non scalfibile, ma affermarlo non significa soltanto privilegiare chi è nato qui, ma anche chi in Veneto vive e lavora e mette su famiglia. Essere veneti non è una questione di sangue, ma di progetto di vita. Colpisce il fatto che si impugni una legge del Veneto mentre centinaia di enti locali di ogni colore politico introducono norme e limitazioni a tutela dei residenti, superando il vaglio di costituzionalità. Vedi il caso delle case Ater. Non sarà che col Veneto il Governo voglia mantenere alta una conflittualità diversa che con altre realtà territoriali? Chi è arrivato in Veneto da pochissimo tempo non può vantare gli stessi diritti di chi vive qui da lungo tempo e contribuisce al mantenimento dello stato sociale di questa comunità».
Leggi l'articolo completo su
Il Gazzettino