Vacanza galeotta: assegni rubati e conto ridotto a un groviera

Vacanza galeotta: assegni rubati e conto ridotto a un groviera
MEL - Galeotta forse una vacanza fuori provincia: qualcuno gli rubò il blocchetto degli assegni e cominciò a fare acquisti pazzi riuscendo a farla franca fino a...

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MEL - Galeotta forse una vacanza fuori provincia: qualcuno gli rubò il blocchetto degli assegni e cominciò a fare acquisti pazzi riuscendo a farla franca fino a 5mila euro. Ma tutto è bene quel che finisce bene: i malviventi, tre pregiudicati campani, sono stati assicurati alla giustizia e lui è riusciti persino a riavere indietro metà del maltolto, grazie alla banca. IL PROTAGONISTA Protagonista un ottantenne zumellese, imprenditore in pensione, che vuole raccontare quanto vissuto per ringraziare i carabinieri che hanno lavorato «con solerzia e zelo» non arrendendosi fino a quando non hanno smascherato i responsabili. Lui, O.R., parte offesa nell'inchiesta che si è chiusa in Procura, si è affidato all'avvocato Francesco Masini e attende giustizia. I tre campani sono indagati per falso, truffa e sostituzione di persona.

 


IL GIALLO «È un mistero - spiega il pensionato - come i miei assegni siano arrivati laggiù, al Sud. Certo è che in casa nessuno è venuto: non ho subito furti. Non so con certezza quando mi sono stati rubati, ma ritengo che sia accaduto tra settembre e ottobre 2017, quando sono andato in vacanza in Sardegna. Avevo portato con me il blocchetto d'assegni, che non uso mai e qualcuno forse nel viaggio, me lo ha sottratto dalla giacca. Ma il guaio è che, proprio perché non lo uso mai non me ne sono accorto subito, ma solo dopo diversi mesi». Erano i primi giorni di gennaio 2018 quando l'ottantenne nota degli strani ammanchi. «Quando ho visto dall'estratto quelle cifre alte - spiega -, che io non avrei mai potuto spendere sono corso in banca». Andando indietro nelle contabili emerge che sono diversi gli assegni incassati: firmati da un certo Salvatore Esposito e altri nomi. Sono serviti per pagare materiale in varie ditte tra Napoli, Salerno e Potenza. «Sono passati di mano in mano, con varie firme - prosegue -, e anche quando il blocchetto è stato bloccato hanno continuato a emettere assegni, ma fortunatamente allora non hanno più nuociuto. In totale i soldi persi sono 5mila euro, ma la banca mi è venuta incontro per metà». Ora attende il processo dei responsabili. «Non so cosa farà la giustizia - conclude - se procederà o no, io però voglio ringraziare i carabinieri di Mel e il loro comandante molto sollecito e bravo, che li ha rintracciati bloccando la truffa. Ritengo la cosa conclusa: se poi ci sarà un processo se sono delinquenti abituali, allora mi costituirò parte civile, ma se lo hanno fatto per necessità ci penserò. Per me la faccenda è chiusa così e mi rassegno per quanto perso: in fondo anch'io ho qualche colpa visto che non me ne sono accorto prima».
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Il Gazzettino