Una mattina di sole, lo schianto e la morte a 22 anni. Il fratello: «Vivrò per te, noi due siamo la stessa cosa»

Il funerale di Chiara Lando
VIDOR - Un cuscino di fiori bianchi e rosa ricoprono la bara davanti alla chiesa di Vidor. Mamma Marzia, papà Luca e il fratello maggiore Marco, stretti per mano uno...

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VIDOR - Un cuscino di fiori bianchi e rosa ricoprono la bara davanti alla chiesa di Vidor. Mamma Marzia, papà Luca e il fratello maggiore Marco, stretti per mano uno all'altra, la raggiungono e la guardano, ancora increduli e in lacrime. Ieri, in una mattinata piovosa, nel giorno dell'ultimo saluto alla 22enne Chiara Lando, a regnare sovrani c'erano silenzio, commozione e rispetto per una famiglia distrutta da un lutto improvviso. La giovane è morta giovedì scorso in un tragico incidente in via Cadore, tra Cornuda e Caerano.

COMMOZIONE
La chiesa di Vidor ieri, 7 maggio, era gremita. Centinaia le persone accorse per porgere l'ultimo saluto alla giovane: i nonni, i parenti, gli amici, i compagni di scuola e di università, conoscenti e concittadini. Tutti ancora sotto choc. «Questa mattina quando ho aperto i balconi della canonica di Colbertaldo, che è di fronte alla vostra casa, ho pensato a voi - ha detto scosso e provato don Antonio Moretto, della parrocchia di Colbertaldo - Mi sono chiesto se voi, mamma Marzia e papà Luca, aveste dormito. Mi sono tremate le mani pensando che non avete più la vostra, la nostra Chiara». Si è poi rivolto a lei: «Cosa diresti se potessi parlare. Tu che eri alla ricerca di un lavoro per le strade di questo mondo. Ti ricorderemo sempre e tanto. Ti ricordo seduta sui gradini della chiesa di Valdobbiadene con le amiche, sotto il sole. Ricordo il tuo grande sorriso e non lo dimenticherò mai. Il tuo cuore così giovane ha amato così tanto, il tuo animo ci aiuti a restare uniti e a portare il peso della tua assenza e mancanza». A ricordare la giovane scomparsa, poi, è stato il fratello maggiore Marco: «Mi ricordo quando sei nata, il 31 dicembre, un giorno freddo e nevoso. Ti ho preso tra le braccia e hai iniziato a piangere. Mi ricordo il tuo primo giorno di asilo. Sei scesa dalla macchina, ci hai guardato e sei entrata da sola. E poi quando giocavi a fare la maestra con quegli anelli che ti piacevano tanto. Custodirò sempre la leggerezza di cui ci hai fatto dono. Ti piaceva uscire con le amiche e andare a ballare. Eri leggera quando parlavi, quando sorridevi e perfino quando ti arrabbiavi. Eri bella e leggera come l'aria con quel vestito che avevi scelto per il mio matrimonio e ora ti immagino correre leggera tra le nuvole e sulle onde del mare. Ogni giorno respirerò tutta l'aria e tutta la vita anche per te. Ogni mio obiettivo e traguardo saranno anche tuoi. Sarai il mio sole e la mia luce. Io e te siamo la stessa cosa».

IL RICORDO


Ed infine una delle care amiche di Chiara le ha dedicato commossa alcune parole prima del lancio di palloncini rosa al termine della funzione. «Abbi cura della tua felicità. Non permettere a nessuno di spegnere il tuo sorriso che ogni giorno si impegna a brillare. Lo avevi scritto qualche settimana fa in un bigliettino rosa, come se ti stessi preparando ad un luogo nuovo. Tu che eri bella, buona, altruista, amica sempre disponibile, umile, affettuosa e anche sbadata. Vivrò per te una vita per due».

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Il Gazzettino