Omicidio Cecchettin. Filippo Turetta incontra i genitori in carcere: li ha abbracciati e ringraziati per essere andati a trovarlo. Le indagini: i punti oscuri. Trovato un telefono nella Punto

Approfondimenti su quando e dove il giovane ha sferrato la coltellata mortale a Giulia. Dopo quello di nove ore, non sono previsti altri interrogatori

Filippo Turetta e i genitori
VERONA - Filippo Turetta ha incontrato per la prima volta i genitori in carcere a Montorio questa mattina, domenica 3 dicembre. Turetta ha abbracciato i suoi genitori e ha...

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VERONA - Filippo Turetta ha incontrato per la prima volta i genitori in carcere a Montorio questa mattina, domenica 3 dicembre. Turetta ha abbracciato i suoi genitori e ha pianto ringraziandoli per essere andati a trovarlo.

Il 22enne padovano, reo confesso dell'omicidio dell'ex fidanzata Giulia Cecchettin, si trova recluso nel carcere dalla scorsa settimana, dopo essere stato individuato e arrestato in Germania e successivamente trasferito in Italia. Filippo Turetta, appena in carcere ha subito chiesto di poter vedere i genitori.

Filippo incontra i genitori

Ancora non si conoscono i dettagli sull'incontro di quest'oggi nella casa circondariale veronese. Si apprende però che il colloquio di Filippo con il padre, Nicola Turetta, e la mamma, Elisabetta Martini, è iniziato alle 12 e si è concluso dopo le 13.

 

Genitori e figlio sono stati insieme per circa un'ora

 

La coppia ha lasciato il carcere di Verona dopo il difficile incontro con il figlio che non vedevano da tre settimane, quando è uscito da casa per trascorrere la serata con Giulia Cecchettin, ma poi l'ha uccisa perché lei non voleva proseguire una relazione già troncata in estate.

 

Cosa è successo durante l'incontro?

«Una stanza protetta, un incontro di un'ora, un abbraccio» «hanno abbracciato Filippo. Abbiamo fatto in modo di tutelare la loro privacy, come si fa con ogni famiglia» spiega una fonte all'Adnkronos. E la fonte racconta di «un abbraccio. Forse ci sono state anche delle lacrime, ma rispetto il dolore altrui di fronte al quale non ci si ferma a guardare. Posso solo dire che alla fine Filippo era sollevato, ha saputo di non essere stato abbandonato, di non essere solo». 

 

L'incontro mancato il 29 novembre

Quello di oggi è il primo incontro tra il giovane e la famiglia, dopo il femminicidio di Giulia Cecchettin. Un faccia a faccia ad alta carica emotiva, tanto che quello precedente, che era stato fissato epr il 29 novembre, era saltato: i genitori di Turetta aveva rinunciato a rivedere il proprio figlio, prendendosi tempo per prepararsi e affinché il 22enne fosse psicologicamente preparato. Lo aveva spiegato il difensore di Turetta, Giovanni Caruso, alla direzione del carcere di Verona.

 

Filippo, la vita in carcere e il compleanno il 18 dicembre

​La vita all'interno del carcere per Turetta è come quella degli altri detenuti, procede lenta, anonima. È dietro a queste sbarre che Filippo compirà 22 anni tra pochi giorni, il 18 dicembre, ed è qui che probabilmente terminerà gli studi in Ingegneria biomedica, la laurea che Giulia non ha mai potuto festeggiare.

Le indagini: quando sferrò la coltellata mortale?

Uno dei punti dell'indagine sull'omicidio di Giulia Cecchettin, su cui sono in corso approfondimenti, riguarda il luogo e il momento in cui Filippo Turetta ha sferrato la coltellata mortale all'arteria basilare, nella parte posteriore del collo dell'ex fidanzata. Ovvero se l'abbia fatto mentre lei scappava, verso le 23.40, quando poi cadde sbattendo la testa sul marciapiede o all'interno dell'auto nei minuti successivi, dopo averla caricata nella macchina. Dalle immagini delle telecamere acquisite agli atti e dai primi esiti dell'autopsia, come si è appreso, non si può ancora avere certezze su questo tema dell'inchiesta. 

Le indagini: «Interrogatorio esaustivo, non ce ne sono altri in programma»

L'interrogatorio di nove ore, davanti al pm di Venezia, di Filippo Turetta, in carcere per l'omicidio di Giulia Cecchettin, viene definito esaustivo e non ne sono stati programmati altri, anche se non è escluso che gli inquirenti possano avere, poi, la necessità di risentirlo. Intanto, da quanto si è saputo, la Fiat Grande Punto nera del 21enne, che fu arrestato vicino Lipsia, è ancora in Germania e dovrebbe essere riportata in Italia dopo il 10 dicembre. Dentro l'auto è stato trovato un telefono. Gli investigatori non possono sapere se sia del giovane o dell'ex fidanzata ma devono attendere che arrivi in Italia assieme all'auto. 

 

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Il Gazzettino