Salgono a 42 i contagi, nuove disinfestazioni al via

ROVIGO - Salgono a 42 i casi accertati e a 21 i territori comunali in Polesine che hanno residenti a cui è stato diagnosticato il virus West Nile. Sono Badia Polesine, Bergantino, Castelmassa, Fiesso Umbertiano, Giacciano con Baruchella, Lendinara, Occhiobello, Polesella, Rovigo, Trecenta e Villadose inseriti in classe 1, cioè tra i comuni con almeno due casi di contagio a persone. E poi Bagnolo di Po, Canaro, Corbola, Fratta Polesine, Gaiba, Guarda Veneta, Stienta, Villamarzana e Villanova del Ghebbo, quelli dove è stato registrato finora, in ogni territorio, almeno un caso di contagio umano.
 
Sono proprio i comuni in classe 1 e 2 quelli in cui sarà adottato, o lo è già stato come nel caso di Rovigo dove gli interventi sono stati realizzati martedì notte, il Piano straordinario di disinfestazione dalle zanzare che i tecnici della Direzione Prevenzione della Regione hanno definito in seguito al diffondersi del virus West Nile. Restano fuori dal Piano straordinario della Regione gli altri 29 comuni polesani e Boara Pisani, rimasti in classe 3 perché ancora senza casi di persone contagiate dalla febbre del Nilo: qui continueranno gli interventi di disinfestazione ordinaria.
La situazione, tuttavia, è in evoluzione, visto che al momento di annunciare il Piano straordinario, comuni come Bagnolo di Po, Fratta, Guarda e Villanova del Ghebbo erano ancora classificati in classe 3.
Annunciato venerdì 31 agosto, il Piano straordinario regionale è stato discusso ieri in Conferenza dei sindaci, ed è da realizzare «in due fasi nell’arco massimo di due settimane, festivi e prefestivi inclusi». Prevede un intervento una tantum di disinfestazione straordinaria (adulticida e larvicida) estesa all’intero territorio dei Comuni in classe 1 e 2, assieme alla georeferenziazione e mappatura delle aree trattate (tombini, caditoie e fossati), e rafforzerà le attività di controllo dell’efficacia dei trattamenti: queste sono di competenza dell’Ulss, che dovrà coprire almeno il 30 per cento dei comuni di classe 1 e 2. È previsto, infine, il monitoraggio del Piano, oltre alle attività di informazione alla popolazione, da rafforzare anche coinvolgendo i medici di medicina generale, pediatri, specialisti, le farmacie e l’associazionismo, verso l’obiettivo di promuovere la protezione delle persone più a rischio, come anziani e immunodepressi.
Per realizzare il Piano straordinario regionale si agirà «nel più breve tempo possibile, entro l’arco di questa settimana», ha detto Edgardo Contato: il direttore sanitario dell’Ulss 5 ha fatto il quadro insieme al presidente della Conferenza dei sindaci dell’Ulss 5, Franco Vitale, e il vice presidente Antonio Bombonato, poco prima di tornare alla riunione con i sindaci tutti per definire il calendario degli interventi per il Piano straordinario insieme ai rappresentanti delle tre ditte di disinfestazione appositamente incaricate finora in Polesine: tra queste, Tecnoambiente e Italiana servizi ecologici. Per eseguire le misure aggiuntive alla disinfestazione ordinaria, che continuerà in tutti i comuni rientranti nell’Ulss 5, il Piano straordinario della Regione ha previsto due condizioni: quest’ultima chiede che siano incaricate le stesse ditte che già operano nel territorio e inoltre che siano seguite le direttive del Piano regionale.
Quanto costerà il Piano? «Il costo sarà valutato alla fine, perché coprirà anche luoghi che prima non erano previsti e perché nei fossati, per esempio, le ditte di disinfestazione agiranno più a fondo», ha risposto Contato. I costi per gli interventi straordinari saranno rimborsati dalla Regione ai Comuni tramite l’Ulss, in base alla rendicontazione delle amministrazioni comunali, che dovranno allegare anche una relazione di intervento. I Comuni, per motivi di somma urgenza, assegneranno l’esecuzione dei lavori in forma diretta alle tre ditte già individuate secondo le indicazioni del Piano straordinario della Regione, che si fa garante della copertura dei costi. Resta da chiarire, invece, se saranno a carico della Regione anche gli interventi stabiliti in seguito all’aumento dei casi di contagio, decisi per rafforzare i piani ordinari di prevenzione dei Comuni.
Ieri, in Conferenza dei sindaci, Antonio Laruccia ed Eugenio Boschini hanno rilevato che nella precedente riunione il 13 agosto, avevano ricevuto rassicurazioni verbali, in tal senso, dall’assessore regionale alla Sanità Luca Coletto. Non c’è nulla di scritto, però, e i sindaci attendono da allora la risposta della Regione. «Mi farò interprete per chiarire la questione il prima possibile», ha risposto il direttore sanitario Contato.

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