Cantiere abbandonato, palazzo a rischio in piazza Duomo

ROVIGO - L’ultima ondata di maltempo ha ulteriormente peggiorato le condizioni di quello che un tempo era il tetto del palazzo che si affaccia su piazza Duomo, a fianco del prestigioso palazzo Manfredini, sede di Confagricoltura. Visto dall’alto, sembra un edificio travolto da un cataclisma, con le travi ormai cadute e solo porzioni di tetto ancora in piedi.
 
Anche dal basso, però, l’immagine non è dalle migliori, con un ponteggio che ormai da anni copre tutta la facciata e che risente degli anni d’inattività trascorsi. Anche i cartelli che specificavano i lavori in corso, sono ormai caduti da tempo e non sostituiti, visto che al momento non è in corso alcun intervento.
Inizialmente l’obiettivo era di realizzare una struttura di tipo alberghiero, con affaccio sulla piazza. Una collocazione affascinante per un’idea imprenditoriale che avrebbe portato beneficio a tutta l’area. Tutto si è però interrotto e lo stabile cadente, seppur velato dai teli, contribuisce a gettare un’ombra di degrado su uno dei punti più centrali del capoluogo, aggiungendosi all’ex caserma dei vigili del fuoco, che sorge proprio sul retro, e alla ormai ex questura, il cui futuro non è ancora stato deciso mentre polvere e ragnatele iniziano a impadronirsi di quelli che un tempo erano gli uffici pulsanti della polizia rodigina.
Fra i cartelli che ancora rimangono strenuamente ancorati alle reti che delimitano i ponteggi, l’ordinanza comunale datata 27 agosto 2012 con la quale si concede l’occupazione del suolo pubblico e quella del 4 marzo 2013 con la quale si autorizza il transito dei mezzi di cantiere della ditta che avrebbe dovuto eseguire i lavori, la ditta Corà costruzioni di Lendinara, il cui fallimento è stato dichiarato dal Tribunale di Rovigo il 26 giugno 2014.
Già nel novembre 2015, a giunta Bergamin già insediata e con l’allora assessore Roberta Ravenni in capo al settore Urbanistica, era stata emessa un’ordinanza contingibile e urgente di messa in sicurezza del ponteggio e della rete parapolvere a quelli che risultavano i proprietari: Federico e Valeria Mercuri, e Renato ed Eva Faldetta. Dopo aver dato seguito alle prescrizioni, tuttavia, nulla si è più mosso. Anche se dalla proprietà è stata ribadita anche recentemente la volontà di far ripartire il tutto.
Resta, però, il senso complessivo di abbandono in una pazza arricchita, oltre che dalla presenza del Duomo, anche da palazzo Manfredini. In realtà il rifacimento complessivo di piazza Duomo era una delle priorità dell’amministrazione Bergamin. Nel settembre 2015, l’allora assessore Ravenni non sembrava avere dubbi: «È ora di sistemarla, Rovigo credo sia l’unica città al mondo che non ha una piazza degna di essere chiamata tale davanti al Duomo».
Nel progetto il sagrato della chiesa di Santo Stefano doveva essere completamente trasformata. Già cinque anni prima l’architetto Fiorenza Ronsisvalle, all’epoca funzionario di riferimento del settore Urbanistica del Comune, ora in pensione, aveva esposto una “idea progetto” che prevedeva «uno spazio che privilegi il movimento pedonale, uno spazio coerente legato al contesto storico, l’attraversamento carrabile subordinato a quello pedonale, la polivalenza nell’uso degli spazi (cerimonie, feste eccetera), la creazione di spazi di sosta, dialogo, relazione, la presenza del verde, il mantenimento di elementi storici consolidati, il recupero di “segni” storici attualizzandoli».
Tutto è rimasto ancora nel limbo delle idee-progetto, nonostante nel giugno di un anno fa, nel suo bilancio di metà mandato, il sindaco Massimo Bergamin annunciasse che «con la ditta titolare del Piruea in via Martiri di Belfiore si sta lavorando per definire i lavori di riqualificazione di piazza Duomo».

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