Corriere come scuolabus: bimbi soli dopo la fermata

BELLUNO - In scienza e coscienza. Gli autisti delle corriere, lasciati i passeggeri alle fermate, grandi o piccoli che siano, non hanno più nessuna responsabilità legale nel momento in cui dovesse succedere qualcosa. Ma resta la responsabilità di coscienza, ossia la paura che i più piccoli possano farsi male. 
Un terrore che negli ultimi anni è diventata sempre più forte in quanto sempre meno genitori vanno a prendere i propri piccoli alla fermata con puntualità. 
 
Un problema che esiste in tutto il territorio provinciale ma, la situazione più grave, si registra a Feltre. Proprio per questo gli autisti hanno deciso di coinvolgere il sindacato e di cercare di smuovere le acque, sensibilizzando istituzioni, scuole e famiglie. 
IL PROBLEMA«Dolomitibus accompagna a casa migliaia di bambini ogni giorno, sempre nell'ambito del trasporto pubblico locale spiega Fabio Scopel, delegato della Faisa-Cisal in Dolomitibus -. Si tratta dunque non di corse di scuolabus dedicate al servizio, bensì di normali corse di linea. La legge in questo caso, non carica di alcuna responsabilità gli autisti dei mezzi pubblici riguardo ciò che possa accadere ai bambini una volta scesi dal bus. Diverso però è se la questione la si analizza con coscienza. Sovente alle fermate non si presenta alcun adulto ad accogliere i bambini e noi ci troviamo nella spiacevole situazione di dover scegliere se fermare il servizio, aspettando qualcuno che li prenda incarico, oppure farli scendere, abbandonandoli sul ciglio della strada per garantire continuità al servizio. La situazione è appesa alla speranza che non accada mai nulla di infausto». 
LE CRITICITA'Una situazione che coinvolge l'intera provincia ma, in particolar modo, è una vera e propria emergenza a Feltre. Il servizio che svolgiamo per il comune di Feltre è quello che ci pone maggiori preoccupazioni prosegue Scopel - poiché, servendo anche scuole elementari, capita di lasciare soli alle fermate bambini di sei, sette, otto anni. Abbiamo chiesto all'azienda Dolomitibus se come autisti fossimo coperti da eventuali responsabilità, ricevendo una risposta positiva». Gli austisti hanno però chiesto all'azienda che si facesse portavoce presso l'amministrazione comunale di Feltre per cercare di trovare una soluzione che metta in sicurezza i bambini e che consenta agli autisti di poter svolgere regolarmente il servizio. «Ormai la scuola sta per iniziare ma ancora non abbiamo ricevuto alcuna risposta chiude Scopel -. Chiediamo dunque la collaborazione delle istituzioni, delle scuole e dei genitori affinché non si debba in futuro piangere per una eventuale tragedia».

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