Perché è così difficile scegliere il successore di Napolitano

Perché è così difficile scegliere il successore di Napolitano
Caro direttore, al telegiornale, l’accenno inequivocabile del presidente Napolitano alle sue dimissioni. Di fronte a una certezza, l’incertezza di una sicura e lineare...

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Caro direttore,

al telegiornale, l’accenno inequivocabile del presidente Napolitano alle sue dimissioni. Di fronte a una certezza, l’incertezza di una sicura e lineare successione. Assisteremo ancora una volta a un tira e molla di candidature? Ci sarà ancora spazio al “tiro al piattello” sui nomi? Sarebbe irresponsabilità di una politica litigiosa e inconcludente. Alla lodevole disponibilità di un Presidente a oltranza si opporrebbe, ancora una volta, la meschinità di infiniti calcoli di convenienza che niente hanno a che fare con il bene della Nazione. Non é il momento migliore per le dimissioni di Napolitano. Ma allora un po’ di buona volontà per dare una degna successione al saggio Presidente é l’augurio di Buon Natale e buon 2015 che la politica italiana dovrebbe farci.




Natalino Daniele

Rubano (Padova)





Caro lettore,


purtroppo sul Quirinale abbiamo un'unica certezza: che Giorgio Napolitano darà molto presto le dimissioni. Sulla sua successione invece non c'è, nei palazzi della politica, neppure accordo sulle forme (prima o dopo la riforma elettorale?) figuriamoci sul nome. I pretendenti, quelli dichiarati e quelli che dissimulano, non sono mai stati così numerosi e anche per questo, se non a un nuovo tiro al piattello, certamente assisteremo a una spregiudicata partita di bowling in cui molti birilli cadranno in sequenza. Ma ciò non credo sia solo una conseguenza della litigiosità della politica. La nomina del presidente della Repubblica è stata sempre il risultato di alchimie delicate e spesso imprevedibili. Dopo il doppio mandato di Giorgio Napolitano la scelta è ancora più complessa. Perchè Napolitano, un po' per la sua storia personale ma soprattutto per le condizioni in cui è stato costretto ad operare, ha dato un forte valore politico alla sua presidenza. In più di un'occasione è stato assai più di un arbitro e la sua capacità di indirizzo, in momenti chiave della vita politica ed economica del Paese, si è rivelata essenziale e decisiva. Nell'elezione del suo successore non si potrà non tenere conto di questa evoluzione e dell'accresciuto peso che il Quirinale ha assunto negli equilibri della politica italiana. Ma ciò non facilita la scelta, la rende ancora più difficile e imprevedibile. Leggi l'articolo completo su
Il Gazzettino