Alpini, adunata ben organizzata nonostante i convogli di Trenitalia

Alpini, adunata ben organizzata nonostante i convogli di Trenitalia
Caro direttore, in risposta a alla lettera pubblicata sul Gazzettino Alpini, differenza con Pordenone, vorrei dire che riconosciuto che il disagio dei treni deriva da una...

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Caro direttore,
in risposta a alla lettera pubblicata sul Gazzettino Alpini, differenza con Pordenone, vorrei dire che riconosciuto che il disagio dei treni deriva da una previsione sottostimata delle presenze, ricordo che a Pordenone la fila fuori la stazione non era in alcun modo gestita da transenne e la gente pur di entrare nei treni utilizzava i finestrini dei vagoni anzichè le porte. Finestrini ovviamente presenti su quei due convogli datati che Trenitalia ci ha messo a disposizione il Sabato. La snob Treviso, evocata dal lettore, forse non c'entra.


Michele Casagrande 
Tarzo (Tv)


Caro lettore, le critiche e le polemiche sono il sale di questo spazio aperto. Tuttavia mi lasci prendere a pretesto la sua nota per fare una considerazione rivolta a tutti coloro che in questi giorni ci hanno scritto per segnalare disfunzioni e problemi verificatisi durante l'Adunata degli Alpini di Treviso. 

Certamente l'enorme afflusso di persone che ha invaso il capoluogo della Marca ha messo a dura prova la città e soprattutto il sistema di trasporti. I treni messi a disposizione, in particolare, si sono rivelati del tutto insufficienti. 

I numeri di Trenitalia possono dare un'idea di quello che è successo: solo sabato dalla stazione di Treviso sono transitate 135mila persone, cioè quante se ne spostano in un giorno normale nell'intero Veneto o, se si preferisce, quasi il doppio di quelle che arrivano a Venezia nei giorni di punta del Carnevale. Un afflusso enorme e imprevisto che ha messo in ginocchio l'organizzazione. Contestazioni e arrabbiature sono quindi giustificate. 


Purché però si riconosca che, al netto di questi problemi e di altre inevitabili disguidi, l'Adunata trevigiana è stata una straordinaria festa di popolo resa possibile da un'organizzazione eccezionale dimostratasi vincente sia sul piano dell'accoglienza che su quello, particolarmente delicato e complesso, della sicurezza. Le critiche sono sempre benvenute. Ma qualche volta è bene riconoscere anche meriti e capacità. Ed esserne orgogliosi. Leggi l'articolo completo su
Il Gazzettino