Conte accetta le dimissioni di Bellanova e Bonetti: «Da Iv un danno al Paese»

Non è previsto, a quanto si apprende, che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte vada questa sera dal capo dello Stato Sergio Mattarella dopo il ritiro delle ministre...

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Non è previsto, a quanto si apprende, che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte vada questa sera dal capo dello Stato Sergio Mattarella dopo il ritiro delle ministre di Iv dal governo. Il premier ha accettato le dimissioni di Bellanova e Bonetti e durante il Cdm riunito in serata per decidere le nuove misure anti-Covid, ha definito la mossa di Renzi «un danno al Paese».

«Purtroppo questa sera IV si è assunta la grave responsabilità di aprire una crisi di governo. Sono sinceramente rammaricato, e credo di potere interpretare anche i vostri pensieri, per il notevole danno che si sta producendo per il nostro Paese per una crisi di governo nel pieno di una pandemia e di una prova durissima che il Paese sta attraversando», ha detto Conte aprendo il Consiglio dei ministri.

Le dimissioni delle ministre di Iv «mi sono state comunicate attraverso una comunicazione via mail e che accetto. Naturalmente questa sera ho informato della situazione il Presidente Mattarella», ha poi aggiunto. Il rammarico del premier è per la scelta di Renzi di voler essere per forza andato fino in fondo: «Il Paese sta guardando la drammatica situazione che stiamo vivendo, ho offerto la disponibilità ad un tavolo di legislatura eppure di fronte a questa disponibilità ci sono state comunque le dimissioni delle ministre», ha detto. 

E ancora: «Ho provato fino all'ultimo minuto utile a evitare questo scenario, e voi siete testimoni degli sforzi fatti in ogni sede, ad ogni livello di confronto. Ancora due giorni fa e oggi ho ribadito che avevo preparato un lista di priorità per un confronto da fare non appena approvato il Recovery, stasera le misure anticovid, la proroga dello stato di emergenza, domani lo scostamento di bilancio». «Non ci siamo mai sottratti a un tavolo di confronto anche se oggettivamente diventa complicato un confronto quando il terreno è disseminato continuamente di mine difficilmente superabili». 

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Il Gazzettino