Lutto cittadino a ricordo di Bordignon ex sindaco e uomo di cultura

Una foto degli anni '90 di Aldo Bordignon
ROSSANO VENETO - (Cs) Il Comune ha decretato il lutto cittadino nel giorno dell'ultimo saluto al suo ex sindaco, Aldo Bordignon, spentosi la settimana scorsa, che fu primo...

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ROSSANO VENETO - (Cs) Il Comune ha decretato il lutto cittadino nel giorno dell'ultimo saluto al suo ex sindaco, Aldo Bordignon, spentosi la settimana scorsa, che fu primo cittadino di Rossano dal 1985 al 1991. Nelle strade tante serrande abbassate, e in duomo tutto il paese a salutarlo.




Una cerimonia semplice, partecipata, nella quale si è sottolineata la figura di Bordignon, politico atipico, sempre disinteressato, sempre fuori dalle lotte, pure paesane, di potere. Anche il celebrante ha ricordato che fu sindaco "in anni difficili", ed erano quelli delle faide democristiane tra correnti e tra personaggi discussi. Bordignon, insegnante di lettere, seppe tirarsi fuori ed elevarsi da quel clima.



Alla chiusura della cerimonia religiosa, il discorso civile del sindaco Morena Martini, ricordando il democristiano e liberale moderato: "Carissimo Aldo, non sei stato un politico, sarebbe riduttivo dirlo: sei stato molto di più - ha detto la Martini -: ti muoveva il desiderio di rimediare a brutture e inefficienze dovute a invidie, sospetti e piccole beghe di potere, a cui eri avverso. Non hai mai piegato la schiena. Citando Goethe sei stato una delle 'anime belle', come intendeva il grande intellettuale tedesco".



Il sindaco ha poi ricordato la grande stagione di Operaestate, che mosse i primi passi proprio a Rossano: "In questo paese arrivarono miti dello spettacolo che neanche si potevano immaginare. Ma poi quel Festival venne scippato" ha detto con una punta polemica la Martini, riferendosi al fatto che la gestione arrivata dopo Bordignon "regalò" a Bassano una manifestazione oggi diventata tra le principali del Veneto.



Infine la Martini ha citato San Paolo: "Omnia munda mundis, tutto è puro per i puri, ed era così per Aldo che non fece mai interessi personali con la res publica". Quindi il corteo fino al cimitero, con il gaonfalone comunale in testa. Leggi l'articolo completo su
Il Gazzettino