​Le quote rosa sono utili per abbattere barriere

PER APPROFONDIRE: quote rosa
Caro Direttore,
faccio riferimento alla lettera pubblicata sul Gazzettino con il titolo politica. Mi sembra pretestuoso arzigogolare sul fatto che si cerchi in qualche modo di favorire la presenza delle donne in politica e non mi piace molto sentir parlare di quote rosa. Le donne non hanno bisogno di aiutini, mentre gli uomini invece...

In politica ci sono persone capaci e no. Cito un esempio del Veneto dove c'è un assessore donna brava, competente, che conosce i problemi e sa di cosa parla. Mi spiace solo che non è della mia stessa appartenenza politica, ma questo non conta. Quello che non sopporto poi è la ricerca spasmodica di esserci, di essere eletti a prescindere. Dico a prescindere dalle proprie capacità e competente. Credo che la respopnsabilità derivanti dalla gestione della cosa pubblica dovrebbero far tremare i polsi agli aspiranti. Sono capace, sarò all'altezza? Qualcuno s'è mai fatta questa domanda. Non molti credo, a giudicare dai risultati: Cari ometti, lasciamo spazio alle donne, credo sia un vantaggio per tutti!


Giancarlo Locatelli

Caro lettore, 
credo che a nessuno piaccia sentir parlare di quote rose. Ma in alcuni ambiti (penso in particolare all'economia) le quote si sono rivelate necessarie per consentire anche alle donne di entrare a far parte di organismi di vertice da cui erano storicamente e pervicacemente escluse. 

Ma le quote rose non possono che essere un provvedimento temporaneo. Servono per aprire la porta, per abbattere le barriere. Una volta che ciò è avvenuto ciascuno deve giocarsi le proprie carte in base alle competenze prima che in base al genere: altrimenti le quote diventano non forme di garanzia ma piuttosto di privilegio. 
In campo politico credo che vadano evitate forzature ed eccessi: mi sembra che il mondo femminile sia già abbastanza ben rappresentato a tanti livelli. Le regole attuali possono essere perfezionate ma senza cadere nella demagogia di genere. Chi si occupa di bene comune deve essere innanzitutto competente ed onesto. Che sia uomo o donna poco o nulla cambia.
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Mercoledì 23 Agosto 2017, 17:03






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5 di 9 commenti presenti
2017-08-24 12:47:00
Le quote rosa vorrebbero ripianare una diseguglianza ma questa non si abbatte certo creando dei privilegi.
2017-08-24 12:07:49
Le quote rosa le giudico discriminanti per gli uomini senza se e senza ma. Ci sono donne capaci e intelligenti cosi' come ci sono delle cretine abissali peggio degli uomini, e non mi sembra che le sindachesse, per citare qualche esempio recente, di Barcellona e Roma brillino nel loro lavoro! Con buona pace delle femministe.
2017-08-24 09:56:59
Dare un posto ad una donna solo per il fatto di essere donna, è una cosa discriminante per la donna stessa! Diamo aiuti familiari veri, asili, scuole a misura di lavoratrici che, è inutile nasconderlo, sono loro a tenere in piedi le famiglie con figli e genitori e poi vedrete che le quote rosa verra fuori da sole. PS: se "quote rosa" vuol dire trovarsi come tipo una Boschi o una Boldrini, attuali rappresentanti al parlamento/governo... Stiamo freschi!
2017-08-24 11:36:36
Perdonami ma a me non starebbe bene neanche se per lo stesso motivo i posti venissero assegnati agli uomini. Il lavoro sopratutto se statale va assegnato per merito e l'esame deve essere effettuato da un sistema compiterizzato e non da esseri umani.
2017-08-24 08:18:56
A me sembra una cosa alquanto discriminatoria: si assegnano degli incarichi non in base alle competenze ma al sesso. E infatti si parla di quote rosa nel settore pubblico, dove le competenze sono secondarie rispetto alle scelte politiche e di convenienza. A me interessa che un dipendente sia capace, non guardo al sesso, alla razza, alle idee. Basta che lavori bene e che porti un vantaggio alla Ditta, e lasci sesso, razza, religione, convinzioni politiche, passioni sportive e quant'altro fuori dalla porta.