Nessun giallo, solo un errore Il ciclismo merita di più

Fabio Aru
Caro Direttore,
il calcio è sport nazionale! Sono assuefatto di come questo sport viene raccontato quotidianamente dai media nazionali. Ma lo riconosco: questo è un mio problema! A me piace il ciclismo, lo pratico e lo vivo quotidianamente essendo responsabile di una modesta società ciclistica. Ed è qui il mio rammarico che voglio manifestare al nostro giornale. Il ciclismo risulta essere (mi posso anche sbagliare) il secondo sport nazionale per numero di tesserati, praticanti e appassionati. In questi giorni si sta svolgendo il Tour de France: è l'università del ciclismo. Sono tutti là i migliori ciclisti del mondo oggi sport sempre più globalizzato, ebbene il nostro giornale lo tratta con estrema sufficienza o addirittura lo ignora come nel numero di oggi mercoledì 12 Luglio, dando ampiamente spazio appunto al calcio, alle olimpiadi del 2024 e del 2028, al basket, al volley e al tennis ma del Tour de France e del modo in cui il vincitore della trappa di ieri, martedì, il tedesco Kittel, l'ha vinta (un gesto atletico strepitoso) nessuna traccia. E sì che c'è un italiano, fresco campione d'Italia, al secondo posto della classifica generale a 18 secondi dalla maglia gialla (la maglia gialla è il simbolo del primato della classifica generale ed è di un certo Froome, inglese, che di tour ne ha già vinti 3).

Pierfranco Bincoletto
Oderzo (Tv)


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Caro lettore,
lei è dirigente di una squadra ciclistica. Insomma, è qualcosa più che un semplice appassionato delle due ruote. Ma non sia così ingeneroso nei nostri confronti al punto da sentirsi in dovere di spiegarci cos'è la maglia gialla al Tour de France o di ricordarci quante Grand Boucle ha vinto un certo Froome. Ciò detto, lei ha ragione: mercoledì scorso siamo stati vittime di una patologia tutta italiana: la calcio-dipendenza.
E la carovana gialla, conclusasi con il formidabile gesto atletico di uno dei più forti sprinter degli ultimi anni, è finita in un angolino di una pagina. Un errore. Che non cancella la nostra autentica passione e attenzione per il ciclismo, come dimostra lo spazio che oggi dedichiamo alla nuova maglia gialla.
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Venerdì 14 Luglio 2017, 05:03






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3 di 3 commenti presenti
2017-07-15 11:14:57
In compenso in tv trasmettono tutta la tappa o quasi per ore ed ore , non sanno piu' cosa inventarsi per commentare, i vari commentatori spossati si danno il cambio.Dispiace dirlo , ma quasi quasi le cadute...aggiungono un po' di pepe alla solita tiritera di riferimenti storici da "lasciaoraddoppia"..a volte premo il tasto detto "mute"...e mi gusto le scene ed i paesaggi.
2017-07-14 20:12:26
il direttore prova a salvarsi in zona Cesarini.
2017-07-14 17:10:31
Anch'io avevo notato questa grossa incongruenza. E' la stessa che trovo per la Formula 1 e la Ferrari. La Ferrari e' la nazionale rossa e ci tocca sorbirci cosa farà Manolas o cosa farà Bonucci.