Gli islamici devono cancellare l'ambiguità

PER APPROFONDIRE: ambiguita, islam
Caro Direttore,
quando i giapponesi, nel 1941, attaccarono proditoriamente la base americana di Pearl Harbour provocando migliaia di morti, sia pur militari, il governo degli Stati Uniti decretò che a tutti i cittadini di origine giapponese fosse tolta la cittadinanza americana, fossero relegati in campi di detenzione e furono confiscati i loro beni. Fu una decisione disumana, atta però a far capire ai giapponesi residenti negli USA quale nefandezza avevano perpetrato i loro connazionali, imbevuti di fanatismo.

L'Europa che, come al solito, sonnecchia, dovrebbe attuare misure drastiche anche nei confronti dei parenti e di tutti coloro che inneggiano alla violenza, il più delle volte in nome di un dio, che loro chiamano Allah e che certamente non si diversifica dal nostro. L'illuminismo ha sconfitto il fanatismo cattolico, è ora che tutti gli islamici si coalizzino contro i loro fanatici religiosi, creando un nuovo illuminismo islamico. Solo così potranno isolare queste bestie sanguinarie, impregnate di odio e fanatismo, contro chi non la pensa o agisce come loro.


Alessandro Dittadi
Mogliano Veneto (Treviso)


Caro lettore,
il rapporto tra mondo musulmano e terroristi islamici è un nodo irrisolto. In occasione di attentati come quello di Barcellona le comunità musulmane presenti nei nostri Paesi non mancano di esprimere parole di sdegno e proclamano la loro ferma condanna. Resta il fatto che, come conferma anche l'attentato di Barcellona, sono proprio le comunità religiose il terreno di coltura preferito dai terroristi islamici. Lì dentro si formano le cellule combattenti e lì dentro si pianificano le strategie di morte. Naturalmente non si può e non si deve fare di tutta un'erba un fascio. Ma è legittimo chiedere agli islamici, e in particolare ai loro capi religiosi, di tracciare una linea di demarcazione netta e costante ad ogni livello nei confronti dei terroristi che insanguinano le nostre città.

Da questo punto di vista nel mondo islamico esistono ancora aree di ambiguità. La sensazione è che per non pochi musulmani i terroristi sono fratelli che sbagliano non nemici da combattere. Un'ambiguità che va cancellata.
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Martedì 22 Agosto 2017, 15:52






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5 di 26 commenti presenti
2017-08-23 15:53:23
L'incompatibilità tra Islam e Cristianesimo sta in due frasi del Vangelo: 1. Date a Cesare quell che è di Cesare ed a Dio quell che è di Dio (divisione tra religion e Stato, mentre nell'Islam la legge è quella del Corano e della Shaaria); 2. Chi mi ama lasci tutto quello che ha e mi segua (mentre per l'Islam chi non segue il Corano e la sharia è passibile di pena di morte o al limite può essere misericordiosamente e compassionevolemnte tollerato ma non può proclamare il suo credo).
2017-08-23 14:41:48
Informarsi sulla parola"TAQIJJA", una tattica islamica consentita o incoraggiata...lecita pur di conseguire alla lunga la vittoria finale con l'imposazione dello stato islamico.Verosimilemente ad adottarla devono essere i moderati, non gli estremisti..Nello stato islamico tutti saranno uguali,( come nelle dittature comniste, naziste ,economia marxista di mercato). Ci saranno quelli piu' uguali degli altrii.Califfi, con palazzi, fontane , piscine di acqua fresca e rifornimento di frutta , datteri, vergini a gogo'.Da passare poi ai guerrieri.Esempio Ghaddafi e le sue "guardie del corpo"dalle camicie militari ben turgide..le tendone sceneggiata beduina ..comunicanti con palazzi lussuosi dotati di piscine, ambulatori, sale di tortura, sale computer e cinema.Pure all'estero teatri affitati con fotomodelle prezzolate per ascoltare e per far eccitare sotto il grembiulone.
2017-08-23 13:10:13
Mi permetto di aggiungere a quello che, con molta razionalità e buon senso, sosteneva il commentatore Ruzante che, a differenza di ciò che sostiene il sign. Dittadi, già noto per certe sue manifestazioni anticlericali, che la chiesa cattolica, tranne qualche sporadico caso di fanatismo da parte di qualche membro, è quella che ha costruito la nostra storia. La ragione, la libertà di pensiero si sono sviluppate dove c'era il cristianesimo, non si hanno notizie di progresso culturale, scientifico, etico dove il cristianesimo non c'era. La scuola per tutti, l'ospedale, le banche, tanto per citare qualche esempio, sono invenzioni del cristianesimo. L'illuminismo francese (quello di Kant ha detto cose molto buone e condivisibili) ha fatto disastri,. non solo verso la religione, uccidendo di tutto e di più, ma anche facendo fuori liberi pensatori laici e scienziati di valore assoluto (Lavoisier). Vorrei anche dire che molti sono stati gli scienziati e artisti in vari campi culturali, scientifici, artistici, non solo credenti ma anche consacrati. E di esempi ce ne sono a iosa... Quindi la base del sign. Dittadi è clamorosamente errata. L'islam, come dice bene Ruzante invece si basa su un'unica stesura, quella di Maometto, che viene presa alla lettera, il quale potrebbe anche aver scritto male o capito male il senso di quello che gli era stato dettato, a suo dire, da Allah. La Bibbia, non solo non è stata dettata, ma ispirata, ma invece ha moltissimi interpreti, i vangeli sono quattro e tutto si amalgama e si spiega. E' un racconto di circa 1500 - 2000 anni, non di un singolo episodio. Un'ultima questione che ritengo fondamentale...tanto per rispondere al Direttore. La domanda è banale, chi è l'interlocutore autorevole dell'Islam? Con chi si può parlare? Mi pare che Benedetto XVI, nel suo tanto vituperato discorso a Ratisbona, ci avesse azzeccato in pieno... Leggetevelo.
2017-08-23 12:47:50
Il Direttore dice "La sensazione è che per non pochi musulmani i terroristi sono fratelli che sbagliano non nemici da combattere".Fosse anche così,quando simili "sbagli" dei loro fratelli li commettono nei loro Paesi i cittadini implorano subito la pena di morte,mentre quando li fanno da noi si limitano a condannare la violenza.
2017-08-23 10:20:03
A dimostrazione che l'Islam è irriformabile vorrei aggiungere che, mentre il Vangelo è il racconto fatto dagli evangelisti della vita di Gesù, il quale parlò in parabole, chiare solo a chi le voleva e vuole capire, e comunque il testo può essere tradotto e interpretato variamente, il Corano, per i mussulmani, è emanazione diretta di Allah, ed è scritto in chiara lingua araba. Non è quindi né variamente traducibile né variamente interpretabile. Va semplicemente recitato e applicato alla lettera.