Weidmann: «Io dopo Draghi? La Bce non può escludere i tedeschi»

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Jens Weidmann

di Roberta Amoruso

Non sono passate nemmeno 24 ore dalla smentita del Ministero delle Finanze tedesco. Eppure la candidaura alla presidenza Bce di Jens Weidman, presidente della Bundesbank, su cui secondo il settimanale Spiegel starebbe lavorando Angela Merkel, sembra tutt'altro che fantasiosa. A rilanciare l'ipotesi è lo stesso Weidmann, che, chissà, magari sta stufdiando davvero da successore di Mario Draghi. Non è un caso se dunque non si tira indietro  in un'intervista al quotidiano austriaco Der Standard che richiama l'ipotesi della presidenza Bce. Anzi. Weidman rivendica il principio, il diritto della Germania a candidare un tedesco dopo la scadenza di Draghi nel 2019.

«Cosa intende, che questa sarebbe l'unica nomina europea di alto livello che esclude una certa nazionalità di per sé?», risponde infatti  Weidmann a Der Standard. «No, seriamente, il presidente della Bce dovrebbe essere scelto secondo le sue qualifiche, e non in base alla nazionalità».

Poi le linee guida sulla politica di Francoforte. La Banca centrale europea dovrà «avere la schiena dritta» quando le pressioni inflazionistiche si faranno più forti, resistendo alle pressioni politiche e alle considerazioni di bilancio di alcuni Paesi, dice ancora il presidente della Bundesbank considerato il capo dei falchi" della Bce. Weidmann ha sempre avuto una posizione molto critica sulla politica monetaria ultraespansiva di Draghi. E da tempo, sulla scia di una ripresa economica e dell'inflazione Ue, spinge per una «normalizzazione» con un rialzo dei tassi e l'uscita dal piano di acquisti di titoli. Duqnue la sua uscita è un modo per tornare ad alzare il tiro.

E ancora: «Al momento è fuori questione che una politica monetaria espansiva sia giusta. Ci sono, tuttavia, idee molto diverse sul necessario grado di espansione monetaria e gli strumenti che usiamo», per il governatore tedesco. Secondo Weidmann le pressioni inflazionistiche di fondo, al netto dei prezzi energetici, «gradualmente saliranno» e «bisognerà tenerne conto nella nostra politica monetaria di qui in avanti». Quanto alle divergenze con alcuni Paesi, «non possiamo rinviare una normalizzazione della politica monetaria in funzione dei bilanci pubblici di alcuni Paesi o a causa delle perdite possibili di qualche investitore.La Bce deve mostrare carattere», conclude Weidmann.
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Sabato 20 Maggio 2017, 17:29






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5 di 7 commenti presenti
2017-05-22 20:28:04
Come dice bene vircingetorige questi hanno proprio il chiodo fisso. Se non sono loro a comandare piantano grane e basta.
2017-05-21 19:12:00
Il chiodo non si Schio. Prima guerra mondiale nata dall'egmonia dell'impero prussiano e dalla mania di estendere come quello romano. Seconda guerra mondiale nata dalla sprechi mai tramontata mania di essere i migliori in tutto e per tutto assecondati da un incapace padrone del popolo bue (italiani) e dal dittatore franco. Fine dell' intesa come stati autonomi europa e sovrani un tedesco Co lo stesso chiodo. Non pi√Ļ bombe, lager massacri ma fallimenti impossessarsi delle richezze e delle propriet√† altrui per governare attraverso l'economia. I deutsch perde il chiodo non il vizio
2017-05-21 09:50:09
la BCE diventera' TEDESCA...come il resto dell'Europa.
2017-05-20 21:32:37
con Draghi abbiamo goduto di una forte protezione con tassi bassissimi che di hanno permesso di uscire dalla recessione, ma non abbiamo fatto riforme a sufficienza per la crescita... ora il tempo e' scaduto e con i tedeschi ci ritroveremo con i tasse al 4% e rientreremo in recessione!...
2017-05-21 16:08:26
I tassi sono bassi perchè sostanzialmente siamo in deflazione e perchè non c'è richiesta di credito in quanto nessuno investe: Draghi non c'entra nulla. Può continuare a offrire denaro allo 0% che tanto l'economia reale rimane ferma. Le fantomatiche riforme sulla crescita per noi significano una cosa sola: tagli, tagli e ancora tagli, sotto forma di tasse, riduzione dei servizi e leggi che comprimono i salari, tutte cose che di fatto riducono (distruggono) la domanda interna. Sinceramente credo che far sedere Weidmann sul trono della BCE, come la storia insegna quando un tedesco inizia a comandare, porterà, con la sua ottusa intrasigenza, all'esasperazione i rapporti fra i paesi membri e al crollo dell'Euro e questo sarà un bene per noi. Il problema è quanto sangue ci spremeranno prima di rendersi conto di chiudere la questione.