Al bar e al ristorante fantasia contro la crisi, dai menù a tema agli sconti per sanitari

Domenica 1 Novembre 2020 di Luca Telli

Aperitivo della domenica, sconti per il personale sanitario, colazione al ristorante e servizio a domicilio con cocktail pronti all'uso. La stretta sugli orari cambia le abitudini e i locali provano a adeguarsi. Una settimana dopo l'entrata in vigore delle misure il bilancio è in profondo rosso. Centro storico deserto per tutta la settimana e non va meglio fuori. «Tanto che forse sarebbe meglio chiudere» dice scherzando, ma non troppo, Simone Tribuzi del Bar Mama's della frazione di La Quercia.

Il suo, come tanti altri locali, tra le 20 e le 22 registrava gli incassi più alti e l'ipotesi di un inasprimento della minaccia di appesantire, e rendere insostenibile, la crisi del settore «alla quale cerchiamo di rispondere con le armi che abbiamo a disposizione», spiega Fabrizio Burla del bar Le Meridiane di Bagnaia. «Stamani alle 11 lanceremo l'aperitivo della domenica, sperando che qualcosa si muova».

Servizio al tavolo, prenotazione obbligatoria, distanza di sicurezza e regole anti Covid: una pozione di erbe amare che non permetterà di raggiungere la massa critica per il pareggio settimanale, al quale mancano decine di ore lavorative. Una strada, quella de Le Meridiane, che sembra quella meno impervia e imboccata dal Caffè Grandori di Piazza della Rocca e dall'Extra old di via Garbini che, da venerdì, offre uno sconto del 15% a tutto il personale sanitario impegnato a contrastare l'emergenza sanitaria.

«Più che uno sconto vogliamo mandare un segnale spiega Francesco Ruiu, titolare del bar . La pandemia tocca ogni strato della società, si accanisce sulle fasce più deboli ma non lascia indifferenti anche chi ha le spalle larghe. Ognuno deve dare il suo piccolo contributo: solo così si resta a galla». Per restarci Marco Bastianelli della pizzeria Le Mura di via Del Massaro lancerà nei prossimi giorni il format della Merenda clandestina dalle 16 alle 18.

Dal panino del congiunto, al sandwich Dpcm fino all'hot dog coprifuoco, con la mascherina da bandito per gli occhi in omaggio. «Perché anche sdrammatizzare è importante - spiega Bastianelli è importante per noi e le nostre imprese e, allo stesso modo, per i clienti oggi che la parola normalità assume contorni sfumati».


Da San Pellegrino, il 77 punta sul delivery e l'asporto. «La nostra finestrella resterà aperta», scrive sulla pagina social del locale il titolare Manfredi Samperi che, per evitare assembramenti, consiglia di comunicare drink e ora del ritiro. Modalità identica per ristoranti, dai Tre Re della famiglia Proietti che rilancia con un menù smart, al Lab di Michele Schirripa che gioca la carta dei panini d'autore nella consapevolezza che per la cena si dovrà aspettare a lungo. L'ultima, alle 5 di mattina, è stata quella organizzata dal Casaletto della famiglia Ceccobelli a poche ore dal Dpcm. Colazione contadina l'hanno chiamata, alla quale hanno partecipato enotecari, ristoratori e rappresentanti di vino e lo chef Gianfranco Vissani.

Un arrivederci dal sapore amaro.
 

Ultimo aggiornamento: 15:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA