Omicidio di Tarquinia, sotto esame il telefono e il computer di Claudio Cesaris

Martedì 14 Dicembre 2021
Il prof Dario Angeletti

Sotto esame il telefono e il computer di Claudio Cesaris. Ieri mattina è stata eseguita la perizia tecnica sui supporti informatici del 68enne, indagato per l’omicidio del professore Dario Angeletti.

Omicidio professore a Tarquinia, Cesaris confessa: «Sono stato io a sparare»

Cellulare e pc erano stati sequestrati nella casa di San Martino al Cimino dell’ex tecnico di laboratorio dell’Università di Pavia poche ore dopo il ritrovamento del corpo senza vita del docente. Telefono e computer sono stati analizzati in ogni dettaglio.

Da chiarire ancora molto. Innanzitutto se è vero, come ha sostenuto Cesaris, che tra il prof e il tecnico di laboratorio non c’erano mai stati contatti. E se corrisponde alla realtà che non lo aveva mai seguito né pedinato prima di incontrarlo martedì 7 dicembre. Martedì dell’omicidio. Quando nel primo pomeriggio vittima e carnefice si sono “scontrati” nel parcheggio delle Saline a Tarquinia. Qui Cesaris dopo un primo approccio sarebbe salito nell’auto di Angeletti. E dal sedile posteriore, dopo una brevissima chiacchierata, avrebbe estratto la pistola e sparato.

Il medico legale che ha eseguito l’autopsia nel referto ha scritto che Dario Angeletti è morto a causa di due fori retro-oculari. Fori che sarebbero stati fatti con un’arma di piccolo calibro. Proprio come quella posseduta da Cesaris e che sarebbe ancora introvabile. Tra le tante domande che attendono ancora una risposta e una verifica c’è anche quella della premeditazione.

L’indagato davanti al gip ha negato di aver premeditato di uccidere il prof. Ma alcuni dettagli mostrerebbero l’esatto contrario. A chiarirlo una volta per tutte saranno proprio i dati estrapolati dal telefono e dal computer. Il gps, ad esempio, potrebbe mostrare tutti i tracciati dei tragitti eseguiti nei mesi e nelle settimane procedenti all’omicidio. Dettagli che potrebbero confermare, o smentire la tesi della premeditazione. Così come la presunta ossessione verso la ricercatrice del Deb originaria di Pavia.

 Claudio Cesaris, mentre le indagini degli investigatori coordinati dalla procura di Civitavecchia vanno avanti, resta piantonato nel reparto di Medicina protetta a Belcolle in stato di arresto. In attesa che le condizione di salute migliorino per essere trasferito in carcere. I familiari della vittima, chiusi nel loro dolore, avrebbero deciso di salutare il loro caro in forma strettissima. La salma sarà tumulata.

Ultimo aggiornamento: 19:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA