Migranti in quarantena nella Tuscia, pericolo fughe

Martedì 4 Agosto 2020
Poche righe affidate a un post su Facebook che lanciano un messaggio chiaro. «Unità di Crisi Regione Lazio: da Asl di Latina, Asl Roma 5, Asl Roma 6 e Asl di Viterbo preoccupazione per migranti che non rispettano la quarantena e si rendono irreperibili. Il rispetto dell'isolamento è un elemento importante di prevenzione sanitaria e sanità pubblica. Segnalato alle Prefetture competenti». Sulla pagina ufficiale Salute Lazio, la Regione annuncia di aver contattato i rappresentanti del Governo nelle province in cui sono stati distribuiti i richiedenti asilo sbarcati nel Sud Italia. Non viene espressamente chiesto un aumento dei controlli ma si ribadisce che ulteriori fughe dai Centri di accoglienza rappresenterebbero un rischio in termini di diffusione del Covid-19.
Nel Viterbese, i primi arrivi dopo il lockdown sono stati registrati domenica 26 luglio. Allora, 35 i migranti smistati tra il Cas di Orte e le strutture gestite dalla Ospita srl, mentre altri 32 sono giunti nella notte tra martedì e mercoledì. Di questi ultimi, tre sono risultati positivi provocando la quarantena per entrambi i centri in cui sono ospitati: l'hotel Carpe Diem di Orte e l'Airone di Proceno. In totale, al momento sono circa 60 i migranti sottoposti alla misura, mentre in quattro si sono allontanati, violandola (2 a Proceno e 2 a Orte). Che la situazione sia complicata lo dimostra anche la convocazione del Comitato per l'ordine e la sicurezza che si riunirà mercoledì mattina in Prefettura.
Intanto, a Orte la preoccupazione è sempre più alta tanto che il sindaco, Angelo Giuliani, ha scritto per la seconda volta in pochi giorni al Viminale. «La notizia della fuga non è stata comunicata alle autorità amministrative locali, le quali inevitabilmente e ingiustamente sono prese a bersaglio per questi fatti sconcertanti» attacca il primo cittadino. Giuliani ricorda che a Orte ci sono 2002 stranieri registrati su 9449 abitanti, pari al 21,19% della popolazione residente, percentuale doppia rispetto alla provincia di Viterbo e alla regione Lazio e tripla rispetto a tutto il territorio nazionale. «Un dato ancora più eclatante riguarda la presenza di un vero e proprio popolo fantasma che si manifesta nella nostra città nelle ore notturne, salvo poi scomparire per varie attività nella Capitale o nelle vicinanze della stessa, con sostanziale impossibilità di monitoraggio, anche in previsione del controllo sanitario riferito alla pandemia». Da qui, la richiesta che non vengano inviati a Orte ulteriori migranti e di istituire «con urgenza un commissariato di polizia operativo in questo comune, che possa dotare il territorio di servizi amministrativi connessi al fenomeno migratorio con una azione di prevenzione e repressione di tutti quei comportamenti che ancora ostacolano la normalizzazione della vita civile all'interno della nostra comunità».
Intanto, il senatore di FI, Francesco Battistoni, chiede che «venga rivista quanto prima l'idoneità della struttura di accoglienza L'Airone, non adatta alle quarantene».
  Ultimo aggiornamento: 5 Agosto, 10:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA