In orbita altri satelliti "sentinella" per tutelare la Terra: Italia protagonista, maxicontratto dell'Esa con Thales Alenia Space

Venerdì 13 Novembre 2020
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I ghiacci dell'Artico e la temperatura dei mari, lo sfruttamento del suolo e l'agricoltura sostenibile, fino alla biodiversità: arrivano nuovi occhi potenti a controllare la salute del pianeta. Sono quelli delle nuove sentinelle della Terra che si aggiungono alle 15 già attive nel programma Copernicus gestito da Agenzia Spaziale Europea (Esa) e Commissione Europea. 

Tre contratti per i nuovi satelliti sono stati firmati dall'Esa con le industrie europee, per un valore complessivo di 1,3 miliardi di euro. Importante il ruolo dell'industria italiana, con la Thales Alenia Space Italia, primo contraente del contratto da 495 milioni per il satellite Cimr (Copernicus Imaging Microwave Radiometer), destinato a studiare temperatura di superficie degli oceani e concentrazione dei ghiacci. 

Gli altri due contratti sono per i satelliti Chime (Copernicus Hyperspectral Imaging Mission), da 455 milioni, per studiare biodiversità e suolo e ha come primo contraente Thales Alenia Space (Francia), e Lstm (Land Surface Temperature Monitoring Mission, da 389 milioni, per raccogliere dati su colture agricole e insediamenti urbani, guidato da Airbus Defence and Space (Spagna). 

Soddisfazione del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaro, per un risultato che «stabilisce importanti margini di crescita, con un significativo ritorno in termini di sviluppo produttivo ed economico non solo per l'Italia ma anche per l'Europa», ha osservato riferendosi alla conferenza ministeriale dell'Esa del 2019, quando «come Governo abbiamo scommesso sull'ambizioso piano di sviluppo del programma Copernicus». 

Anche per il presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Giorgio Saccoccia, la firma dei contratti è «motivo di orgoglio per l'Italia» e dimostra quanto sia stata «lungimirante» la decisione presa a Siviglia di aumentare il contributo italiano a Copernicus. 

Per Alessandro Profumo, presidente dell'Associazione delle Industrie europee di Aerospazio Difesa e Sicurezza (Asd) e Ceo di Leonardo, i contratti «confermano il contributo fondamentale che lo spazio può assicurare nella tutela e salvaguardia del pianeta, e sono una dimostrazione dei risultati che possono essere raggiunti da un sistema industriale europeo coeso e integrato, con una chiara visione strategica». 

Soddisfatto anche il capo del direttorato dell'Esa dell'Osservazione della Terra, Josef Aschbacher, non soltanto per il valore delle missioni, ognuna delle quali raccoglie una sfida cruciale per la tutela dell'ambiente, ma «perché abbiamo bisogno di mantenere in buona forma i nostri partner industriali durante questa pandemia di Covid-19, che ha provocato indicibili danni all'economia e all'occupazione». 

Quanto siano importanti le ricadute dei contratti sull'intera filiera italiana delle piccole e medie imprese coinvolte nel settore aerospaziale lo ha rilevato l'ad di Thales Alenia Space Italia, Massimo Comparini. 

Ultimo aggiornamento: 14 Novembre, 10:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA