Saviano: «Ddl Zan? Italia tra le ultime nella classifica dei diritti LGBT+»

Lunedì 10 Maggio 2021
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«Tra i 49 Paesi del continente europeo, l’Italia si piazza solo al 35simo posto per le politiche verso la comunità LGBT+ e per la condizione in cui vive. Ed è uno degli Stati in cui gli attacchi verbali da parte dei politici sono in forte crescita. Peggio di noi solo i paesi in rosso scuro sulla cartina. Da questi colori dipende la vita delle persone. Secondo una ricerca dell’agenzia dell’Unione Europea per i Diritti Fondamentali, in Italia il 62% degli intervistati evita di tenere la mano al partner dello stesso sesso e 1 su 3 evita alcuni luoghi per paura di venire aggredito. C’è chi ha contestato del DDL Zan anche l’istituzione di una Giornata Nazionale della Cultura del Rispetto e dell’Inclusione, coinvolgendo anche le scuole. Una giornata che a livello mondiale esiste da 17 anni. Cosa c’è di sbagliato nel progettare percorsi di consapevolezza nelle scuole? Non abbiamo bisogno di un’educazione su questi temi? Se ora serve una legge per contrastare le discriminazioni, è proprio perché è mancata una cultura su questo argomento. Perché il DDL Zan nasce proprio da un fallimento, quello della nostra società, che non è stata capace di autoregolarsi per vivere in modo civile e tollerante. Finché ci sarà qualcuno che commetterà o invocherà atti di discriminazione o violenza nei confronti di omosessuali, transessuali, donne o disabili, significa che avremo bisogno di una legge che punisce queste aggressioni. Finché due uomini o due donne avranno paura a camminare mano nella mano in pubblico, significa che avremo bisogno di una legge che regolamenti ciò che naturalmente non siamo stati capaci di fare». Così Roberto Saviano a Che Tempo Che Fa, Rai3.

Ultimo aggiornamento: 09:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA