Roma, baristi con tute mediche e mascherine all'Esquilino: «Sdrammatizziamo un po', è una provocazione»

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(Video intervista di Simone Canettieri). Questa mattina al Caffè Romano, nel cuore del quartiere multietnico romano dell'Equilino, i camerieri non vestivano la solita divisa col grembiule nero, ma una tuta intera bianca, con tanto di mascherina. È la trovata del titolare del bar, Andrea Lucidi, per vincere la paura coronavirus che - dice - «sta dilagando in tutto il quartiere».

«La mia voleva essere una provocazione - spiega il titolare -. Purtroppo il messaggio è stato interpretato male e da questa mattina ho ricevuto anche molte lamentele che si stanno placando solo ora. Io con i cinesi ci lavoro ogni giorno, e da una settimana non entra più nessuno. Mi chiedono tazzine e bicchieri in plastica, si sta diffondendo una psicosi collettiva».

Lucidi non è nuovo a iniziative sui generis. Nel 2011, quando si diffuse la notizia che il terremoto avrebbe potuto colpire anche Roma, il barista si presentò al lavoro con tanto di caschetto in testa. «Mi piace sdrammatizzare situazioni simili - conclude -, ma domani mi toccherà indire la giornata gratis al bar per i cinesi per rimediare al clamore di oggi».
 
 


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