Michele Merlo, mille persone ai funerali: il toccante addio dei genitori con le parole del figlio

Venerdì 18 Giugno 2021
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I genitori di Michele Merlo hanno scelto le sue parole per l'addio del figlio nel giorno dei suoi finerali. Il giovane ex concorrente di Amici è morto il 6 giugno all'Ospedale Maggiore di Bologna a causa di un'emorragia celebrale scatenata da una leucemia fulminante. I genitori Katia Ferrari e Domenico Merlo hanno scelto un video accompagnato dalle parole del cantante, che diffondono in concomitanza con i funerali nello stadio di Rosà (Vicenza). Sono un migliaio le persone accorse per l'ultimo saluto: è questa il numero reso noto poco fa dall'amministrazione di Rosà che ha organizzato la cerimonia. Metà delle persone arrivate nel paesino vicentino non sono potute entrare nello stadio e sono state costrette a seguire la messa attraverso gli altoparlanti collocati nei piazzali all'esterno.

 

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Michele Merlo, i funerali: il messaggio dei genitori

«Abbiamo, sino ad oggi, comunicato per lo più attraverso i nostri consulenti e legali che continueranno a farlo di nuovo da domani, tranne qualche piccolo sfogo da genitori sofferenti e provati da un immenso dolore che sappiamo già non avrà mai fine. Ma oggi vogliamo parlare noi, vogliamo consegnare, io e Katia, mia moglie, una preghiera a tutti voi». Hanno dichiarato i genitori.

 

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«Michele è nostro figlio - sottolineano in una nota - ma è anche il vostro artista, l'artista molte volte incompreso e da alcuni dimenticato, l'artista con dentro un tormento di emozioni che ha saputo sfogare con le sue canzoni, perché solo così sentiva di essere Michele. Per prima cosa vogliamo ringraziare tutti, senza tralasciare nessuno, in particolare voi che darete voce a Michele per sempre».

 

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Le parole di Michele Merlo

«Abbiamo il cuore stanco di chi la vita l'ha rincorsa, si chi ha detto un sacco di bugie, perché per dire la verità ci voleva forza», sono le parole di Michele. «Una vita di silenzi, di sogni potenti, di non sentirsi mai abbastanza; porta pazienza. Ma come glielo spieghi a quelli che la felicità non è niente per chi è sempre stato senza. Dai! Dimmi che sono un tipo triste adesso! Ma io triste lo sono diventato e vorrei chiudermi in una scatola che almeno al buio non lo vedo quanto è cattivo questo mondo malato... Io sto con quelli che ci credono davvero, che ogni giorno fanno a botte con le nuvole per un pò di cielo sereno. E chiamaci stupidi. E un giorno troveremo pure pace, e sarà più semplice di quello che crediamo; basterà accettare il buio e non volere per forza sempre luce. Ho paura dell'amore e non del resto; ma non mi lascio perdere perché il mio sogno è questo, anche se fa un sacco male. Viviamo, ricordiamo, soffriamo; per sempre, come rondini nel temporale».

 

I funerali 

I funerali di Michele Merlo sono in programma oggi allo stadio di Rosà (Vicenza). La tribuna, che ospita per le regole Covid 200 persone distanziate, è già piena. Gli invitati, tra cui si annunciano esponenti politici e protagonisti del mondo dello spettacolo, vengono fatti sistemare nelle 300 poltroncine in campo. L'altare è posto all'altezza del centrocampo, dove hanno inizio le partite. Il leader della Lega Matteo Salvini è appena giunto allo stadio di Rosà per partecipare ai funerali di Michele Merlo. È entrato mano nella mano con la fidanzata Francesca Verdini. Poco dopo ha fatto ingresso nello stadio anche la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni.

 

Don Veronesi: «Hai insegnato la bellezza di vivere»

«Ora, caro Michele, con la nostra fede e con la nostra preghiera apriamo le nostre mani e le eleviamo in alto così che tu, piccola ed ora forte rondine, possa senza paura raggiungere volando felice le mani di Dio pronte a custodirti nel suo immenso amore». È uno dei passaggi dell'omelia di padre Carlo Maria Veronesi, della Diocesi di Bologna, che sta officiando i i funerali di Michele Merlo. «Da lì accompagnaci tutti, perché possiamo far volare nel bene più bello e prezioso la nostra esistenza quaggiù - aggiunge il sacerdote - . Senza paura e senza spegnere la bellezza di vivere, in tutti i suoi momenti, che tu ci hai insegnato». Don Veronesi sottolinea che «oggi noi vogliamo con la nostra preghiera che tutto il cammino umano ed artistico di Michele gli permetta di raggiungere la pienezza; quella pienezza che Michele nelle sue canzoni affermava di ricercare». «Ci ammonisce Michele in una sua canzone dicendo: 'Non vedi ch' è tutto spento? Hanno spento tutte le luci. Pure quelle che ho dentrò. Dio invece - rileva il sacerdote - continua ad accompagnare il nostro cammino, la nostra strada e continua ad illuminarci dicendoci che egli è anche oggi qui con noi». Alla platea, fatta di molti giovani, che assiste muta alle esequie, don Veronesi porge una riflessione. «Riteniamo che la vita sia pensare a se stessi, ai propri orticelli e ad essere come diceva Papa Francesco ai giovani, 'seduti sul divanò. Invece il nostro cammino per raggiungere la saggezza di Dio passa attraverso ogni nostro gesto verso gli altri; ogni nostro gesto semplice, autentico, disinteressato, verso chi abbiamo accanto ed anche verso chi non conosciamo ma ci chiede una parola, un conforto, un aiuto». «In questi giorni ha notevolmente colto la mia attenzione il racconto di alcuni fan di Michele che trovavano nelle sue risposte alle loro paure, difficoltà e sofferenze, molto conforto ed aiuto per continuare a camminare nella vita - rileva -. Michele lascia anche a noi quest'esempio». L'omelia si chiude con un invito: «Non ci scoraggiamo e non fissiamo lo sguardo sulle cose visibili, ma su quelle invisibili, perché le cose visibili sono di un momento, quelle invisibili invece sono eterne».

Ultimo aggiornamento: 21:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA