Venezia, il funerale di Niccolò Ghedini: presenti Casellati, Marina Berlusconi, Letta, Tajani e Zaia. Sulla bara la toga e il tocco - Video

Sabato 20 Agosto 2022
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VENEZIA - Si sono svolti, stamane, sabato 20 agosto, alle 11 nella chiesa dell'Immacolata di Santa Maria di Sala, i funerali di Niccolò Ghedini. Lo storico avvocato di Silvio Berlusconi ed ex senatore di Forza Italia combatteva da tempo contro una forma di leucemia. È morto mercoledì a causa di una complicazione, aveva 62 anni. Al funerale, presenti Casellati, Marina Berlusconi, Gianni Letta e Antonio Tajani. È intervenuto alla cerimonia anche il presidente del Veneto, Luca Zaia. Sulla bara, la toga e il tocco da avvocato.

Nel corso della cerimonia, il figlio Giuseppe ha ringraziato i presenti: «Volevo ringraziarvi a nome della mia famiglia, per essere qui in questo momento difficile. Sono salito solo per vedere l'amore e il bene che ha fatto, dato e seminato mio padre, e guardandovi lo vedo in ognuno di voi». E ha aggiunto: «Non sarà un addio. Lasciare andare un uomo come mio padre è impossibile. Vi ringrazio tutti dal profondo del cuore».

Al termine della cerimonia, il commosso ricordo del coordinatore di Forza Italia, Antonio Tajani: «Di professionisti, di dottori, di avvocati ce ne sono tanti, ma come lui ce n'erano veramente pochi. Era anche molto ironico, di grande cultura, una grande persona».

Silvio Berlusconi non ha partecipato ai funerali. Il presidente di Forza Italia, secondo quanto si apprende, ha deciso di non andarci e sarebbe rimasto in Sardegna.

Il ricordo di Piero Longo

«Gli antichi giapponesi, quelli che potevano permetterselo, usavano lasciare scritto dopo la morte 'Quello che doveva esser fatto, è stato fatto'. Questo epitaffio lo rispecchia, perché quello che si doveva fare, lui, l'ha sempre fatto. E in questo momento direbbe 'ma cosa fate ancora qui, andate a lavorare'». Così Piero Longo, maestro di Niccolò Ghedini, ha ricordato il collega nel corso del suo funerale nella chiesa parrocchiale di Santa Maria di Sala.

«Niccolò - ha aggiunto Longo - era quello che, a parte gli affetti, era dedicato da sempre al lavoro. L'ho considerato un fratello e a volte un figlio, e auspico che lui mi abbia considerato a volte come fratello, a volte come secondo padre. A un certo punto l'ho considerato solo un grande avvocato pieno di ironia, ma non sarcasmo, perché non faceva parte del suo mestiere». Longo ha infine ricordato lo spirito con cui Ghedini ha
affrontato la malattia.

«Due anni fa sono andato da lui e mi disse che gli avevano dato un anno e mezzo di vita. Io gli dissi che doveva morire quindici anni dopo di me, ma non ce l'ha fatta. Abbiamo parlato della sua malattia - ha concluso - che ha affrontato in un modo che nessuno potrà mai capire».

Ultimo aggiornamento: 15:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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