Inquinamento da Pfas, si alzano i toni: Variati, sindacati e azienda all'attacco

Sabato 14 Gennaio 2017 di Luca Pozza
Inquinamento da Pfas, si alzano i toni: Variati, sindacati e azienda all'attacco

VICENZA - Rimane sempre di grande attualità la questione "Pfas”, con i toni che si sono alzati nelle ultime ore. L'argomento è all'attenzione del presidente Achille Variati e della Provincia di Vicenza. E non solo da novembre, quando è arrivata la lettera a firma del segretario regionale alla sanità, ma quando a febbraio la Regione Veneto ha trasferito alle Province la competenza in tema di autorizzazioni integrate ambientali anche relativamente alle industrie chimiche.

«L'attenzione è massima per quanto di nostra competenza», precisa il Presidente Variati, che però sottolinea anche come la legge regionale 33/85 sia chiara in termini di provvedimenti in materia di emergenza sanitaria ed emergenza ambientale: qualora si tratti di questioni che interessano un territorio sovraprovinciale, se ne deve occupare la Regione. Questo è il caso dell'inquinamento da Pfas che interessa non solo Trissino, l'Ovest e il Basso Vicentino, ma anche parte delle province di Verona e di Padova. «Un problema di inquinamento di così ampia portata - sottolinea Variati - non può e non deve essere affrontato da un Sindaco solo, così come non può essere risolto da un'amministrazione provinciale, ma deve essere affrontato in maniera omogenea da un ente superiore, dalla Regione e dal Ministero dell'Ambiente».

«Fanno bene i comitati e le associazioni a richiamare gli enti alle proprie responsabilità - conclude Variati - e a sensibilizzare chi di competenza a prendere i doverosi provvedimenti a tutela della salute pubblica. Per quanto riguarda la Provincia assicuro non solo il nostro massimo impegno in tema di autorizzazione ambientale, che è quanto ci compete, ma ci faremo anche parte attiva con gli enti superiori chiedendo loro la stessa diligenza nell'affrontare la questione sanitaria».

Tra ieri e oggi ad alzare la voce ci hanno pensato anche i vertici dei rappresentanti sindacali vicentini: i segretari generali Giampaolo Zanni (Cgil), Raffaele Consiglio (Cisl) e Grazia Chisin (Uil) esprimono la loro preoccupazione «non solo per l’inquinamento ambientale e per la salute dei cittadini, ma anche per la salute dei dipendenti che operano e che hanno operato all’interno del sito dell'industria Miteni in cui si producono i Pfas, fonte di inquinamento. Nel luglio 2016 abbiamo fatto una richiesta alla Regione a nome dei lavoratori: abbiamo sollecitato un incontro con Regione ed enti preposti ai controlli per giungere ad un protocollo d’intesa finalizzato a capire come muoversi in modo coordinato per affrontare il problema, ma il promesso incontro con l’assessore regionale Bottaccin non è mai stato convocato. E’ inaccettabile che tale situazione ad oggi sia gestita solo a livello provinciale perché riguarda più province. Soprattutto è ridicolo che la Giunta regionale non si sia presa questa responsabilità di coordinamento rispetto ad una situazione di inquinamento ambientale. Tocca alla Regione guidare l'emergenza».

Nelle ultime ore sull'argomento sono intervenuti anche i vertici dell'azienda, la Miteni di Trissino. «Concordiamo pienamente - assicura l'’amministratore delegato Antonio Nardone - con quanti chiedono un tavolo tecnico di confronto sul tema dei Pfas da parte nostra siamo pronti a partecipare con il nostro bagaglio di conoscenza tecnica. Stiamo assistendo allo stillicidio di indagini sanitarie parziali, per esplicita affermazione di chi le ha condotte, e contraddittorie tra loro, in contrasto con i più significativi studi svolti in tutto il mondo. Alle legittime preoccupazioni di chi abita in questo territorio, tra cui ci siamo anche noi tutti di Miteni, va risposto con chiarezza e serietà e non con polemiche politiche». 

«Voglio ricordare - aggiunge Nardone - che l'’azienda effettua da sempre controlli sanitari accuratissimi e costanti sui propri lavoratori e che i risultati sono stati oggetto di uno studio scientifico pubblicato su prestigiose riviste internazionali. Lo studio ha documentato, analizzando per decenni centinaia di lavoratori, che non ci sono correlazioni tra alcuna patologie e Pfas. Tutti i dati sono stati messi a disposizione delle istituzioni che auspichiamo affrontino il problema in modo ordinato e chiaro a beneficio di tutti».
 

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