Il marchio Unesco a rischio: «Tra
i "mostri" pure la tangenziale nord»

Il marchio Unesco a rischio: «Tra
i "mostri" pure la tangenziale nord»

di Roberto Cervellin

VICENZA - Tav, ex Cotorossi e base americana all'ex Dal Molin. Ma non solo. Nella “lista nera” delle opere che potrebbero privare Vicenza del marchio Unesco ci sarebbe anche la tangenziale. In attesa dell'arrivo dei commissari chiamati a verificare la compatibilità tra Vicenza e il brand che colloca il capoluogo tra i beni patrimonio dell'umanità, si riapre lo scontro tra comune e ambientalisti.

Bellezze e bruttezze cittadine
 

Al centro della disputa, gli interventi urbanistici che avrebbero compromesso la permanenza della città nella prestigiosa lista. Tra questi, secondo i Cristiani per la pace, va inserita la tangenziale, ovvero la bretella in fase di appalto che collegherà il Villaggio del sole al Moracchino. Quasi 87 milioni di euro per poco più di 5 chilometri di asfalto destinati a ridurre il traffico pesante nella zona dell'Albera. L'apertura del cantiere è prevista nei primi mesi del 2017. «Ma le ruspe rischiano di far uscire Vicenza dall'Unesco», tuonano i Cristiani per la pace.

Sito compremesso, dunque? Per i pacifisti sì. «Il comune non ha informato i commissari del maxi progetto tangenziale - proseguono i Cristiani per la pace -. L'infrastruttura è sparita dal piano preliminare del parco della pace». Da tempo in città è attivo “Unesco for Vicenza”, gruppo di iniziativa civica per la tutela dei gioielli berici di cui fanno parte, tra gli altri, Romana Caoduro, Francesca Leder, Giovanni Marangoni e Alberto Peruffo. «Ricordiamo che, nel rapporto del dicembre 2015, l'Unesco si era rammaricata di non essere stata informata di progetti come la base Usa al primo stadio», rincarano i Cristiani per la pace.

Com'è noto, a fronte di una serie di denunce partite dalle associazioni del territorio - le quali dubitano che Vicenza meriti ancora di essere patrimonio dell'umanità - Icomos, braccio operativo dell'Unesco, ha chiesto chiarimenti in merito al potenziale impatto sul sito vicentino di tre opere: la base “Del Din”, il complesso di Borgo Berga e il futuro passaggio della linea di Alta velocità-Alta capacità. Sulla questione, palazzo Trissino tira dritto: «Siamo a totale disposizione perché si effettuino gli approfondimenti del caso, così come siamo pronti a illustrare il lavoro straordinario fatto in tema di recupero del patrimonio palladiano. Azioni importanti che non sono segnale né di incuria, né di degenerazione nella valorizzazione di beni giustamente dichiarati patrimonio dell'umanità».

Venerdì 21 Ottobre 2016, 10:23




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