Assalti ai bancomat, tre giostrai agli arresti: giravano su Bmw blindata.
«Tutto nato dalla sparatoria di Nanto»

Martedì 31 Gennaio 2017 di Luca Pozza
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VICENZA - Cade nella rete una banda di giostrai ritenuta "specializzata" in attacchi ai bancomat in giro per il Veneto, viaggiando su una Bmw truccata e blindata. Dopo un'indagine durata quasi due anni i carabinieri del nucleo investigativo di Vicenza, in merito all'esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa il 23 gennaio 2017 dal Gip del Tribunale di Venezia, hanno tratto in arresto due persone e comunicato l'ordine di arresto in carcere alla terza. E gli inquirenti ritengono che il terzetto possa in qualche modo essere collegato al commando che assaltò la gioielleria di Zancan a Ponte di Nanto, quando si verificò il famoso scontro a fuoco con il benzinaio Graziano Stacchio, come spiega il maggiore Bertoli nella nostra videointervista.
 


A condurre gli inquirenti su questa pista la figura di Oriano Derlesi, 53 anni, veneziano già in carcere a Venezia, che fu coinvolto nella vicenza di Ponte di Nanto. Nel 2015 il giostraio, complice del nomade Cassol ucciso nella rapina alla gioiellieria di Nanto, venne arrestato a Pianiga. L'uomo è entrato nel mirino dei carabinieri per un assalto al bancomat della filiale della Popolare di Vicenza a Mira, nel Veneziano, avvenuto il 4 giugno 2015. Vicenda rocambolesca che vide i malviventi arraffare 5 mila euro, di cui poi si liberarono perché intercettati dai militari dell'Arma. Del terzetto facevano parte anche gli altri due, arrestati nella mattinata di ieri: si tratta di Alex Giuliana, 38 anni, residente in un appartamento di Mirano, ora in carcere a Venezia, mentre Roberto Mastini, 44 anni, residente in un campo nomadi di Spresiano, è stato portato in carcere a Treviso. Sul loro capo l'accusa di tentato furto aggravato e uso di materiale esplosivo per il colpo a Mira.

I carabinieri, che hanno denominato l'operazione "Rubber Mask" stanno investigando perché ritengono che questa banda (che potrebbe essere composta anche da altri elementi) abbia compiuto altri due colpi a sportelli bancari nel Padovano, ad Este e Campodarsego (entrambi andati a vuoto nonostante la deflagrazione) e un colpo non portato a termine al centro commerciale Giardini del Sole a Castelfranco Veneto (Treviso). I tre hanno usato una Bmw M3 rubata a Milano un anno prima, una macchina dal motore truccato portato a 4mila cc di cilindrata e 420 cavalli. Alla Bmw i malviventi avevano anche appplicato i vetri blindati, oltre ad averne modificato la fisionomia cambiandole colore, cerchioni, fari e altri particolari. Il bolide è stato ritrovato nel Veneziano in un garage di Fossò. Gli inquirenti pensano che proprio in conseguenza della vicenda di Nanto e della rapina a Zancan con conseguente conflitto a fuoco, nella mente dei tre sia nata l'idea di rinforzare l'auto e blindarla.
 

 

 

Ultimo aggiornamento: 17:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA