Tè e torta alla giornata del dialogo Al cimitero 50 inumazioni islamiche

Lunedì 30 Ottobre 2017 di Roberto Cervellin
Il centro Ettawba ha ospitato la giornata del dialogo cristiano-islamico

VICENZA - Buffet, tè marocchino e una grande torta con i colori della bandiera italiana. A Vicenza l'ecumenismo passa anche attraverso il cibo, come quello servito di recente nella sede dell'associazione islamica Ettawba a margine di un incontro promosso dal centro ecumenico Eugenio IV per la giornata del dialogo cristiano-islamico. Evento che ha visto pure la presenza di ministri di culto della caserma Ederle americana.
 

 


Vicenza crocevia di culture e religioni, dunque. Il territorio, del resto, ospita una nutrita comunità di musulmani. Quasi 30 mila quelli che frequentano i luoghi di culto del territorio. Si calcola che le sale di preghiera siano una ventina, di cui 6 nel capoluogo e 4 nel Bassanese. «Il confronto con l'Islam è ineludibile, data l'immigrazione avvenuta negli ultimi trent'anni», ricorda la diocesi berica. All'appuntamentro hanno preso parte, tra gli altri, monsignor Giuseppe Dal Ferro, delegato diocesano per il dialogo, l'imam di Vicenza Aref Al Galal, il presidente dell'Ettawba Abderrahime Rom e Isabella Sala, assessore alla comunità e alle famiglie.

L'amministrazione comunale ha da poco ufficializzato l'individuazione di un'area al cimitero maggiore da destinare alla sepoltura dei musulmani. Lo spazio potrà accogliere una cinquantina di inumazioni. «Il progetto permetterà di far fronte agli oneri, sia a livello economico che burocratico, derivanti dalla procedura necessaria al rimpatrio delle salme», è il commento di Rom.

Nella città del Palladio, nel frattempo, gli stranieri residenti hanno raggiunto quota 17 mila, ovvero il 15% della popolazione. In questo caso a farla da padrone sono gli ortodossi. Le etnie più numerose sono infatti serbe, romene, moldave e albanesi. Ma il dato è in controtendenza. I cittadini stranieri sono in calo: nel 2016 all'anagrafe erano registrate 17.200 persone contro le 17.700 del 2015. La presenza si è ridotta quindi di 500 unità.

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