Risparmiatore PopVi suicida, persi
500mila euro: «Sto troppo male»
Era malato, addio soldi per ricovero

Giovedì 16 Giugno 2016
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VICENZA - Un ex operaio, di 69 anni, Paolo Bedin, si è suicidato ieri sera nella sua abitazione a Montebello Vicentino, sparandosi un colpo d'arma da fuoco. In un biglietto, scritto a stampatello su un foglio di quaderno a righe, lasciato al fratello, l'uomo ha fato le ultime indicazioni sul suo funerale e sul "dopo" :«Sto troppo male. Voglio essere cremato e sepolto nella tomba vecchia. In chiesa niente predica, solo un ringraziamento ai presenti. Tratta bene i cani, fa loro il trattamento contro la filaria e le zecche e la vaccinazione. Portali fuori. I soldi ci sono». Pare che l'uomo fosse molto malato. Secondo quanto emerso dagli accertamenti dei carabinieri, l'ex operaio aveva perso una cospicua somma negli investimenti bancari, anche se risulta avesse ancora significativi risparmi di denaro. Da tempo soffriva di problemi di salute a causa di varie patologie che gli creavano forti preoccupazioni sul proprio futuro, incidendo particolarmente sull'aspetto emotivo. Secondo l'avvocato Renato Bertelle, di Malo, presidente dell'Associazione nazionale azionisti della Banca Popolare di Vicenza, che non ha mai conosciuto Bedin né lo ha assistito a livello legale, l'uomo aveva oltre 500 mila euro in azioni e obbligazioni subordinate, risparmi di una vita (era in pensione dopo aver lavorato come perito chimico in una grossa azienda metalmeccanica) finiti nel nulla. Sarebbero rimasti appena 771 euro

L'ipotesi che il suicidio sia legato alla perdita di parte dei risparmi sarebbe stata fatta, secondo quanto si è appreso, anche da un famigliare nei momenti successivi alla scoperta della morte del congiunto. La notizia del suicidio è stata comunicata alla procura della repubblica di Vicenza. L'uomo si è sparato con una pistola revolver regolarmente detenuta. Il procuratore della Repubblica berica, Antonino Cappelleri, che coordina l'inchiesta sulla passata gestione della BpVi, appresa la notizia, ha espresso un «grandissimo rispetto per la persona che si è tolta la vita. Agli altri azionisti posso solo dire che stiamo facendo di tutto per fare chiarezza e per arrivare in fondo al procedimento penale».

L'avvocato Renato Bertelle di Malo,  ha dichiarato di aver saputo che Bedin si sarebbe voluto trasferire in una casa di riposo, vista anche la sua patologia, ma che era piuttosto costosa e per questo il 69enne aveva perso la tranquillità economica che si era costruito in una vita. «Era diventato un problema enorme per lui la perdita dei risparmi spiega l'avvocato - e se ne lamentava spesso, gente di Montebello lo ha confermato». Aveva confidato al fratello la sua preoccupazione per la sopravvenuta mancanza di risorse da destinare al ricovero. E questa potrebbe essere stata una molla in più per spingerlo al tragico gesto. Indagano i carabinieri. 

Una vita di risparmi, con 8.000 azioni della Popolare di Vicenza nel cassetto, aggiunge il fratello Gaetano Bedin - che in pochi mesi hanno quasi azzerato il loro valore, e «ogni volta che sentiva parlare della banca si arrabbiava», ma anche i problemi di salute negli ultimi mesi l'avevano provato. Gaetano ha scoperto il corpo di Antonio al ritorno a casa ieri sera. «Era un grande risparmiatore. Tutta una vita aveva messo via dei soldi e aveva una buona pensione. Forse ha perso la tranquillità sul futuro». Gaetano ripete che sì probabilmente c'è di mezzo la questione
dei risparmi in azioni della banca ridotti al lumicino, ma non bisogna dimenticare che aveva avuto una
polmonite, soffriva di disturbi cardiaci, aveva problemi deambulatori. Antonio, il minore di tre fratelli, viveva
assieme a Gaetano in una villetta a due piani alla periferia di Montebello Vicentino, mentre un terzo fratello è sposato e per una vita è stato dirigente scolastico nel Vicentino.
Ultimo aggiornamento: 17 Giugno, 15:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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