Amici e colleghi sconvolti per la morte
di Lazzarotto, architetto dell'ambiente

Lunedì 20 Giugno 2016 di Elena Ferrarese
L'architetto deceduto
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BASSANO - Il terribile incidente costato la vita all'architetto 56enne Giorgio Lazzarotto ha scosso profondamente la città. È accaduto ieri, domenica, intorno alle 17: la Volkswagen Touran di Lazzarotto, poco prima dell’uscita per Barco di Levico, ha invaso la corsia opposta andando a schiantarsi frontalmente con un furgone, causando un tamponamento a catena che ha coinvolto altre 6 vetture. Con lui c’era la figlia di 13 anni e un'amica che hanno riportato solo lievi ferite.

Lazzarotto lascia tre figlie (le altre due ventenni già laureate) avute da due matrimoni, una compagna leccese, partita col treno ieri notte per raggiungere Bassano questa mattina, e numerosi parenti, amici e colleghi sconcertati ed affranti. 

“Non mi sembra vero, ci siamo visti solo lo scorso giovedì - racconta il vicesindaco Roberto Campagnolo - per collaudare gli ultimi lavori e definire i dettagli del progetto 'Aquas' di cui Giorgio da anni era direttore ai lavori (il percorso naturalistico dal Brenta alle colline tra Bassano e Marostica, creato per valorizzazione e mettere in rete di percorsi secolari in parte dimenticati). Eravamo nella fase più bella, quella che dà più soddisfazione. Stavamo finendo l’applicazione del progetto e avremmo dovuto incontrarci di nuovo questa settimana. Era una persona fantastica, sempre disponibile e attenta all’ambiente, ai progetti di sostenibilità. A maggior ragione porteremo avanti e concluderemo i bellissimi progetti che questo grande professionista ha lasciato alla città”.

Tra questi c’è anche il “Monte Grappa Bike Day”, manifestazione di cui si è appena svolta la terza edizione con oltre 8000 partecipanti. Lazzarotto era tra gli organizzatori, viste anche le sue passioni per la montagna e la bicicletta. Giovanni Todesco, che con l’architetto bassanese condivideva le avventure in bicicletta (l’ultima venerdì) e i lavori di grosse imprese di costruzione per appalti in Alto Adige (come il Gruppo Adige Bitumi), incredulo, lo ricorda dai tempi dell’università come una persona estremamente onesta, che non si è mai piegata ai compromessi facili del loro mestiere.

Stesso ritratto ne fa un’altra collega, Lucia Lancerin, sconvolta per l’improvvisa e inaccettabile perdita: “Avevamo aperto il primo studio condiviso assieme, dopo gli studi, prima in zona San Marco, poi per tanti anni a Mussolente. Giorgio aveva iniziato Ingegneria, ma poi era passato ad Architettura perché era un artista, aveva il culto della bellezza. E lo si vedeva nell’impegno e nella passione che metteva nei suoi lavori, sempre con massima serietà e professionalità”.

Non è ancora stata definita la data del funerale perché sono ancora in corso gli accertamenti sulla causa dell’incidente e sul probabile malore fatale che lo ha provocato.

Ultimo aggiornamento: 17:50 © RIPRODUZIONE RISERVATA