Il sindaco e il sentiero da asfaltare:
«Non c'è scelta o perdiamo i fondi,
in quei 1600 metri nessun disastro»

Il sindaco di Pove, Orio Mocellin, e il sentiero a

di Claudio Strati

POVE DEL GRAPPA - Bisogna mettere i puntini sulle "i" dice il sindaco Orio Mocellin. La protesta sta montando sul sentiero lungo il Brenta da asfaltare (in parte) per ospitare la ciclopista, le firme raccolte sono già migliaia. Ma purtroppo, dice il primo cittadino, non ci sono alternative e nemmeno quella proposta dall'architetto Massarotto, lungo il canale Ca' Barzizza, lo è. Ecco le motivazioni dell'amministrazione: «Tutto è nato nel 2014, quando l'assessore regionale Finozzi prospettò la possibilità di un bando di emanazione regionale. Ci volevano però già subito la fattibilità urbanistica e l'approvazione dell'amministrazione. Noi avevamo già individuato il percorso dal Tinello verso sud, a fondo naturale, è una strada percorsa a volte anche dai trattori. Peraltro in un borgo, che comprende anche un parco pubblico, la via è già asfaltata. Il primo stralcio in Unione Montana fu approvato già nel dicembre 2014. Poi nel 2015, a fine anno, si seppe che veniva finanziato con 1,6 milioni, più 400 mila euro messi dai comuni valligiani. Ma qui da noi non si spendono 2 milioni, solo una piccola parte di essi».

A quanto ammonta il costo a Pove?

«530 mila euro più Iva. La parte più rilevante è a Campolongo, 900 mila euro più iva, poi c'è una piccola cifra sui 30-40 mila euro a Valstagna. Attendiamo in futuro i fondi per i comuni di confine per i completamenti. La cosa importante è sapere che le lettere ufficiali su finanziamenti e fattibilità economica sono del febbraio di quest'anno. E bisognava realizzare l'opera entro l'anno. Siamo riusciti a guadagnare altri sei mesi con una piccola variante, portando l'uscita  su via Brenta, a sud di via Rea, per poi guadagnare la zona industriale di Pove e proseguire lungo il canale in zona Conca d'oro».

Il punto di "uscita" dal sentiero della ciclopista
(Google Maps)


Perchè non utilizzare la proposta Massarotto, con il tragitto lungo il canale Ca' Barzizza fin dall'arrivo in riva sinistra del fiume grazie alla nuova passerella sul Brenta? Bypasserebbe tutto il sentiero.

«Non è percorribile quella strada perché non c'è la compatibilità urbanistica, ovvero il percorso ciclabile si sarebbe dovuto inserire già otto anni fa nel piano regolatore, il che non è stato fatto. E ora non c'erano i tempi per farlo. Si fa presto a parlare di varianti, ma se le opere si realizzano con i soldi tuoi puoi farlo: con le risorse degli altri, ovvero nella fattispecie un bando europeo, no. Il bando ci dà i fondi ma esige tempi di realizzo molto rapidi. Pena la perdita dei finanziamenti. Ricordo che si tratta dell'unico bando che abbiamo vinto, cosa rara, e non riguArda solo Pove ma tutta la Valle».

Le opere quanto impattanti saranno?

«Il sentiero è già in terra battuta, se dovessimo passare invece su stradine o fondi privati, oltre alle pratiche e ai costi epropriativi si dovrebbero invece consolidare i percorsi con dello stabilizzato, il che farebbe lievitare di molto le spese. In tutto si tratta di un tratto breve, di circa 1600 metri: la ciclopista sarà larga 2,80-3 metri, a fianco resteranno 1,5 metri senza asfalto per i pedoni e questo chi raccoglie le firme di protesta non sempre lo dice. Non ci saranno barriere divisorie o separatori, ritenuti pericolosi, tra i due itinerari. L'intervento riguarderà l'allargamento togliendo soprattutto rovi, piante spontanee, con consolidamenti per rendere sicuri i percorsi. Verranno rinforzati muretti che franano verso via Rea e via Boschi. In sostanza non si muterà la naturalità del sito. Ricordo che questi percorsi sono stati anche pensati per il proseguimento a sud grazie a incontri con i comuni di Bassano, Nove, Pozzoleone e altri».

Purtroppo il progetto è diventato di pubblico dominio, senza preavvisi, il che ha alimentato le critiche.

«L'iter amministrativo è stato quello che ho spiegato. Non avevamo altre scelte ed è difficile rinunciare a un'opportunità del genere. Il Comune non ha i soldi nemmeno per asfaltare le strade normali. Credo che sarà una buna cosa anche per rendere accessibile un tratto di Brenta a disabili anziani e carrozzine. Noi andiamo avanti con questo progetto e presto ci sarà un incontro pubblico per illustrarlo in tutti i suoi aspetti. Da tempo stiamo operando con progettisti bellunesi che progettano opere così anche in Trentino. Con la zona asolana stiamo progettando gli itinerari ciclabili dal Brenta al Piave, sempre con l'architetto Dal Bianco».
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Venerdì 19 Agosto 2016, 13:55






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in quei 1600 metri nessun disastro»
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1 di 1 commenti presenti
2016-08-19 18:48:53
Lettera aperta al Sindaco di Pove del Grappa Caro Sindaco di Pove io ho inviato una mail a lei, al suo collega di Bassano e al progettista, ma non ho ricevuto risposta: quella di non rispondere è una brutta abitudine dei nostri amministratori che non vogliono dialogare con i cittadini anche di fronte a errori macroscopici. Adesso ho letto l’intervista che ha rilasciato al Gazzettino e vi ho trovato dei passi poco chiari e contraddittori … probabilmente, si è sbagliato Claudio Strati a riportali... Prima lei parla di un bando regionale e più sotto parla di un bando europeo…, prima parla di finanziamento regionale e poi di finanziamento europeo…poi dice che non si possono fare varianti altrimenti si perdono i fondi, però prima afferma che, dopo le lettere ufficiali di febbraio, ha fatto una piccola variante (circa 900 ml di percorso…di cui non si ha documentazione) guadagnando (o perdendo?) sei mesi. Dice che non c’è compatibilità urbanistica, ma lei ritiene che operare sul sentiero lungo il fiume in proprietà, credo, demaniale con allargamenti della sede, asfaltature, disboscamenti, e massicciate nel letto del fiume, e non soltanto, come lei afferma, rinforzando muretti, sia urbanisticamente compatibile? Lei non ha idea di cosa sia una pista ciclabile, se vogliamo parlare di completamento della ciclabile della Valsugana: deve essere larga tre metri, deve essere asfaltata, e dedicata esclusivamente alle biciclette. In questo pastrocchio che avete messo in piedi avete cercato dei compromessi che non reggono senza curarvi di rovinare un ambiente. Dove sta, infine, la Soprintendenza che dovrebbe salvaguardare un sentiero storico e un ambiente naturale prezioso e vincolato? Le varianti si possono fare, già le avete fatte, c’è tempo per finire i lavori per la fine del 2017, lasci stare la presentazione del progetto: suonerebbe come una presa in giro e apra invece un tavolo con i cittadini e il progettista per trovare una soluzione diversa: la mia o un’altra, ma mai sovrapponendo la pista ciclabile al sentiero lungo Brenta. Cordiali saluti e a sua disposizione. Pino Massarotto