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I parrocchiani orgogliosi per il loro
organo lo restaurano dopo 164 anni
Radiotv austriaca registra il concerto

Martedì 13 Settembre 2016 di Claudio Strati
Lo splendido e prezioso organo Giacobbi del 1852, restaurato dai parricchiani

CASONI - L'orgogliosa comunità di Casoni, ben 164 anni fa, lo volle più bello di tutti, prestigioso e armonioso. E lo pagò un occhio. Da pochi anni il famoso organaro Giuseppe Giacobbi "Maggiotto" aveva creato per la sua Cassola, dove era nato e dove era tornato dopo molti anni di lavoro lontano, un organo capolavoro: come racconta Agostino Brotto Pastega nella sua "Storia di Cassola", era il venticinquesimo organo che realizzava e la sua fama cresceva. L'organo cassolese venne inaugurato e collaudato alla presenza di un pubblico estasiato.

Correva l'anno 1849 e nella vicina Casoni i parrocchiani iniziarono a pensare che loro non erano da meno dei loro "cugini" cassolesi. E mentre la ditta Giuseppe Giacobbi e figli si trasferì nella Marca per eseguire restauri di organi, maturarono l'idea di affidare al maestro l'incarico di creare anche per loro un organo di prestigio. E il loro parroco don Pietro Zanardi non perse l'occasione di avere in chiesa un gioiello di quel tipo. Detto, fatto, la comunità affidò l'incarico e già nel 1852 poteva inugurare il nuovo organo, che in un elegante cartiglio portava anche la firma "Giuseppe Giacobbi e figli". Era il 32esimo organo creato dai Giacobbi in diciassette anni: riprendeva quello di Cassola per qualità e progetto, con 31 canne e una monumentale cassa armonica. Orgoglio dei parrocchiani, inaugurato il 16 agosto 1852 davanti a un'incontenibile folla richiamata dall'evento: anche la Gazzetta Uffiziale di Venezia, raggiunta da una missiva del parroco Zanardi, pubblicò una precisa descrizione dei pregi di quella meraviglia del suono.

L'organo di Casoni by Giacobbi torna al suo splendore

 

Ora, 164 anni dopo, Casoni si appresta a festeggiare di nuovo il suo organo. Aveva grande bisogno di restauro e dopo anni di duro lavoro e di raccolta fondi, il comitato parrocchiale è ruscito a completare l'opera. Don Angelo Rossi, degno successore di don Zanardi, spiega che già nel 1988 l'allora parroco don Dionisio Salvadori aveva istituito un comitato che potesse seguire il lavoro di restauro, e successore don Paolo Marconato raccolse questo compito e si prodigò per ottenere le necessarie autorizzazioni. «Il laborioso lavoro di restauro è stato molto gravoso e nonostante la crisi economica attuale siamo riusciti a salvare e a ridare voce ad un bene che costituisce patrimonio sociale, religioso storico e artistico a livello internazionale - dice don Rossi -. La nostra comunità cristiana si è fatta carico di portare a compimento l’opera, sostenuta da persone che credono in questo intervento e con la generosità di tanti benefattori. L’inaugurazione dell’organo dovrà quindi rendere onore a chi 164 anni fa ha realizzato quest’opera, a chi ha sostenuto il restauro e a chi continuerà a valorizzare nel corso del tempo questo
bene storico».

Casoni ha preparato per bene l'evento. Saranno tre giorni di festa e di eventi. Si inizia venerdì 16 settembre quando alle 20.30 vi sarà la prima serata: interventi di parroco e assessore, breve concerto dei maestri organisti locali, intrventi di Francesco Zanin e del maestro Stefano Canazza direttore del conservatorio Steffani di Castelfranco. Sabato 17 vi sarà il concerto inaugurale eseguito dall'organista Silva Manfré, che verrà registrato dalla Radiotelevisione nazionale austriaca, che poi lo trasmetterà nell'ambitro dell'European Broadcasting Unione. Già organista titolare della cappella musicale del Duomo di Padova, Silva Manfrè è attualmente organista
della chiesa di St. Thekla a Vienna
, dove risiede. Domenica 18 infine dalle 16 vi saranno visite guidate all'organo per gruppi e "prove" di mantice, mentre alle 18.30 vi sarà la messa solenne con il coro parrocchiale di Casoni. Come 164 anni fa, il parroco di Casoni darà un saluto alla sua comunità.

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