Popolare di Vicenza: le opere d'arte meravigliose, invendibili e contese

Mercoledì 9 Maggio 2018 di Angela Pederiva
Anche la coronazione di spine del Caravaggio fra le opere
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VENEZIA - Nel desolante racconto del tracollo della Popolare di Vicenza, c'è un capitolo tutto dedicato alle opere d'arte. Un'appendice di bellezza e burocrazia, vincoli e contro-vincoli, annunci di vendita e deposito di ricorsi, sfoggio di potere e caduta delle ambizioni. Una storia ancora senza finale, dopo tanti colpi di scena.

Tutto ruota attorno a due prestigiosi immobili: il quattrocentesco Palazzo Thiene a Vicenza e il duecentesco Palazzo degli Alberti a Prato, storiche sedi rispettivamente della Banca Popolare di Vicenza e della Cassa di Risparmio di Prato, ma anche scrigni di inestimabili tesori artistici. L'elenco delle opere custodite nell'edificio veneto è sterminato: una collezione di 115 dipinti dal quindicesimo al diciannovesimo secolo, firmati da grandi maestri veneti come Palma il Giovane, Jacopo Bassano, Jacopo Tintoretto, Giambattista e Giandomenico Tiepolo; 317 incisioni settecentesche della stamperia Remondini; 151 piatti popolari dell'Ottocento; 296 oselle veneziane e 199 monete antiche (fra cui 73 zecchini); 4 busti di Orazio Marinali; 16 sculture di Arturo Martini. 

Ora da una parteci sono i commissari che devono assolvere all'obbligo di provare a vendere i beni del defunto istituto, così da recuperare fondi con cui risarcire i creditori. Dall'altra i due territori rivendicano i propri gioielli e ne invocano la fruibilità pubblica.
 
   

Ultimo aggiornamento: 10 Maggio, 08:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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