Prima nazionale per "Fucilateli", il film che racconta la Grande Guerra

Una scena del film con il Generale Cadorna

di Luca Pozza

ASIAGO - Sarà la città di Asiago, luogo suo malgrado protagonista tanto nella realtà quanto nell’immaginario collettivo degli eventi che hanno caratterizzato la Grande Guerra, ad ospitare il debutto sul grande schermo dell’ultimo lavoro della casa di produzione cinematografica vicentina Sole e Luna Production. Un luogo simbolico e significativo, quello del capoluogo dell'Altopiano, che si lega al contenuto di un film che di quel conflitto bellico affronta un argomento nuovo rispetto alla retorica tradizionale approfondendo un lato oscuro, per decenni celato e mai pienamente analizzato: quello della giustizia militare e della gestione del capitale umano.

Il debutto sul grande schermo di “Fucilateli”, con la prima nazionale, è in programma al cinema Grillo Parlante sabato 14 settembre alle ore 20.45 e in replica domenica 15 settembre alle ore 18. La tappa segnerà il via del tour nazionale, messo a punto grazie alla distribuzione della veneta Emera, e toccherà molte altre sale di tutto il Paese: da Padova a Genova, da Catanzaro a Sassari, da Calenzano a Montebelluna (Treviso). I registi saranno presenti alla proiezione per il successivo confronto col pubblico.

Un documentario di inchiesta, un’indagine attenta e lucida, condotta ancora una volta con il massimo rigore scientifico da parte dei due autori e registi - Giorgia Lorenzato e Manuel Zarpellon - e che idealmente prosegue il lavoro di approfondimento sul primo conflitto mondiale già avviato con “Cieli Rossi - Bassano in Guerra” uscito nel 2015. L’accuratezza che contraddistingue entrambi i prodotti è testimoniata anche dall’esclusiva certificazione rilasciata dal Comitato d’Ateneo per il Centenario della Grande Guerra dell’Università padovana, che ha attestato l’instancabile lavoro degli autori ed avviato per “Fucilateli” una collaborazione che ha contribuito a rendere unico il progetto che pure ha ottenuto il patrocinio e la collaborazione del Ministero della Difesa.

Prodotto in collaborazione con il Comitato Storico Scientifico per gli Anniversari di Interesse nazionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, la Regione Veneto, il Consorzio BIM Piave di Treviso e l’Unione Montana del Grappa, “Fucilateli” è già stato proiettato lo scorso maggio al Senato della Repubblica in anteprima a luglio al Piccolo festival della cultura locale a Valrovina di Bassano del Grappa. “Fucilateli - Commissione d’Inchiesta su Caporetto 1918-19” fornisce una visione inedita di una delle pagine più tristi della storia italiana con i suoi 5 milioni di uomini mobilitati, 800mila uomini a processo, 750 condanne a morte eseguite e racconta la vicenda, piena di ombre e di incertezze, delle centinaia di fucilazioni sommarie avvenute durante la Grande Guerra. Nel film il racconto storico delle fucilazioni avvenute nel corso della prima Guerra mondiale, ma anche la storia della Brigata Sassari, che vide proprio ad Asiago la fucilazione del Maggiore Marchese.
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Venerdì 13 Settembre 2019, 21:10






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3 di 3 commenti presenti
2019-09-15 15:22:33
Quella guerra fu l’infamia assoluta, in cui l’Italia perse il suo onore e la sua dignità. Dichiarata solo per compiacere la Francia, fu considerata dagli austriaci un tradimento tale che causò una prolungazione della guerra, l’Austria rifiutò di trattare con i “traditori”. I soldati temevano più Cadorna che gli austriaci. l’Italia fu il paese in cui i fucilati “per l’esempio” su ordine di un generale incapace, arrogante e dispotico a cui una banda di presuntuosi sedicenti rappresentanti del popolo aveva dato poteri di vita e di morte. Giudicare la storia è indispensabile per determinare gli errori da ripetere, come purtroppo accadde. Il famigerato trattato di Versailles, in cui era già piantato non il seme, ma già l’arbusto di una seconda guerra mondiale, a causa delle stupide umiliazioni alle quali fu sottoposta la Germania, che del resto gli americani rifiutarono di ratificare, ne fu la prova. Non si devono dimenticare le malefatte del nazismo e del comunismo non per punire i colpevoli, ormai nel passato, ma per non commettere gli stessi errori nel futuro.
2019-09-15 20:52:50
Concordo al 100%, senza contare che fu l'italia e non l'Austria a dichiare guerra e poi invece di fermarsi alla provincia del trentino, invase poi stabilmente il Sud-Tirolo, da sempre terra austriaca, abitata da sempre da austriaci.
2019-09-15 07:36:13
Temo sia il solito tentativo di giudicare la storia col senno di poi, col metro di un secolo dopo e di certa ideologia dominante un secolo dopo. Come riproporre la rivoluzione francese focalizzandosi solo sulla ghigliottina.