Sardegna, spiagge aperte ma quarantena per chi arriva. «Per l'estate tamponi ai turisti»

Lunedì 18 Maggio 2020
Sardegna, spiagge aperte ma quarantena per chi arriva. Per i turisti piano tamponi e passaporto sanitario

Da oggi spiagge aperte in Sardegna ma resta la quarantena obbligatoria di 14 giorni per chi arriva sull'isola. Per l'estate la Regione governata da Christian Solinas punta a diventare la prima Covid-free in Italia e pensa a un sistema capillare di tamponi da effettuare a chiunque arriverà in Sardegna che si verrà poi riconoscere una sorta di passaporto sanitario e potrà quindi trascorrere serenamente le sue vacanze sull'isola. Ieri il bollettino è stato di un solo contagio e nessun morto.

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La nuova ordinanza firmata nella notte dal presidente della Regione, Christian Solinas, prevede libero accesso a tutte le spiagge della Sardegna a partire da oggi lunedì 18 maggio. L'ordinanza prevede anche all'art.1 l'obbligo di mascherina in tutti i locali aperti al pubblico e anche nei luoghi all'aperto «laddove non sia possibile mantenere il distanziamento di almeno un metro».

Resta l'obbligo di quarantena per 14 giorni per chi arriva in Sardegna dal 18 maggio. «Tutti i soggetti in arrivo in Sardegna, a prescindere dal luogo di provenienza - si legge nell'ordinanza - hanno l'obbligo di osservare la permanenza domiciliare con isolamento fiduciario di 14 giorni». Ai vettori aerei e navali - spiega ancora la Regione - e alle società di gestione degli scali è fatto obbligo di acquisire e mettere a disposizione della Regione i nominativi e i recapiti dei viaggiatori arrivati in Sardegna.

«Siamo stati i primi in Italia a chiudere porti e aeroporti oggi dobbiamo capitalizzare questo sacrificio mantenendo la percezione a livello internazionale che questa è una destinazione turistica Covid free», spiega Solinas sul Sole 24 ore che sta lavorando a un piano per garantire ingressi sicuri nell'isola ai grazie a «un passaporto sanitario» Inoltre, fa presente che «oggi nella scelta della destinazione dei turisti di tutto il mondo credo che questo fattore abbia un rilievo importante: da noi praticamente non c'è stata circolazione del virus. I pochi casi che abbiamo registrato sono stati circoscritti a ospedali e case di riposo».
 

 

«Pensiamo a un sistema di controlli in ingresso che se da una parte possono apparire come un aggravio dall'altro offrono un plus al turista - osserva - che potrà trovare appena sbarcato un affievolimento delle misure di sicurezza con la possibilità di godere di una vacanza in serenità. Ogni turista dovrà avere un passaporto sanitario». E aggiunge che per dimostrare la negatività serviranno i tamponi. Per questo chiediamo la liberalizzazione a livello nazionale. Il Governo dovrebbe affrontare questo tema»; stiamo lavorando «all'ipotesi di far utilizzare dei tamponi salivari, test rapidi che danno la risposta in 20 minuti. Ne servono circa 2 milioni e in questi giorni stiamo lavorando ai rifornimenti. Puntiamo a chiudere un accordo con Federfarma in modo che sia disponibile in tutte le farmacie italiane a un costo basso, circa 20-25 euro, che saranno rimborsati in servizi dalle strutture ricettive sarde».

Sono 1.353 i casi di positività al virus Covid-19 accertati in Sardegna dall'inizio dell'emergenza (ieri ne erano stati conteggiati 1.352). Ieri si è registrato un solo nuovo caso nella Città Metropolitana di Cagliari. In totale nell'Isola sono stati eseguiti 42.249 test. I pazienti ricoverati in ospedale sono in tutto 86, di cui 10 in terapia intensiva, mentre 319 sono le persone in isolamento domiciliare. Il dato progressivo dei casi positivi comprende 731 pazienti guariti (+12 rispetto al dato precedente), più altri 92 guariti clinicamente. Non si registrano nuovi decessi (complessivamente 125). Sul territorio, dei 1.353 casi positivi complessivamente accertati, 248 sono stati registrati nella Città Metropolitana di Cagliari, 97 nel Sud Sardegna, 58 a Oristano, 79 a Nuoro, 871 a Sassari. 
 

Ultimo aggiornamento: 19:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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