Marocco, un mosaico di architetture e di esotiche bellezze

Giovedì 3 Novembre 2022
Marocco, un mosaico di architetture e di esotiche bellezze

Il Marocco è, forse più di altre destinazioni del Nord Africa, uno scrigno di bellezze esotiche e misteriose. Ai mosaici che arricchiscono i palazzi, si contrappongono rigogliosi giardini, mercati brulicanti di vita e scorci dove il panorama sabbioso sembra fondersi con il cielo azzurro. Chi giunge da queste parti, si accorge subito della varietà di stili, tradizioni e architetture e, proprio per questo, è importante riconoscere le varie differenze tra ambienti, dimore, aree comuni e chiamarli con il loro giusto nome. Cos’è, dunque, un riad? E un hamman? Da Marrakech a Rabat, da Fès a Casablanca, ecco come non farsi trovare impreparati sapendo al meglio dove ci si trova.

Hammam

I bagni turchi sono totalmente votati al benessere ed è impossibile non lasciarsi tentare dai vapori, dalla sala fredda, da quella tiepida, tra rituali rilassanti che comprendono trattamenti esfolianti e massaggi. C’è da ricordare che, essendo la preghiera dei musulmani preceduta da abluzioni purificatorie, gli hammam sorgevano non lontano dalle moschee, da cui dipendevano. Avevano anche una funzione pratica, visto che l’introduzione del bagno privato è relativamente recente ed erano amati luoghi di ritrovo di uomini e (rigorosamente separate) donne.

Medina

Si tratta della parte vecchia della città, in un vero e proprio dedalo di piccoli vicoli racchiusi tra spesse muraglie. Al suo interno spiccano suq, botteghe artigiane, edifici sacri e arterie principali dove il chiasso dei venditori ambulanti la fa da padrone. Le tranquille vie laterali, invece, regalano ai residenti un senso di relax e pace. Un classico esempio di medina è la città di Fès, Fès el-Bali.

Medersa

Nell’antico Marocco, lo studio della teologia islamica, del diritto e della retorica consentiva di accedere alle più alte cariche politiche, giudiziarie e religiose. La medersa (scuola coranica) la faceva da padrone, con gli studenti che giungevano da fuori pronti a trovarvi rifugio.

Riad

Alloggiarvi, oggi, è di gran moda. Significa letteralmente “giardino murato”, intendendo anche la casa che la circonda. Le stanze sono quasi tutte affacciate sul giardino, con piccole finestre che guardano all’esterno e ogni famiglia, un tempo, aveva il proprio appartamento. Oggi sono stati in buona parte riconvertiti in alberghi di lusso e ristoranti.

Jamaa

Questo è il nome arabo della moschea e nel caso di quelle marocchine riguardano uno stile moresco e sono ispirate alla Grande Moschea di Cordoba. Hanno esterni semplici e, quasi sempre, sono inaccessibili ai non musulmani.

Suk

Per chi ama lo shopping questi mercati sono un vero paradiso. Organizzati secondo generi merceologici, spesso sono al coperto e si va dal suk dei tappeti a quello degli ortaggi e della lana, in un mix di odori e colori davvero strabiliante.

Ksar-Kasbah

Lo ksar è il villaggio tribale fortificato, quasi sempre berbero. All’inizio ognuno aveva le proprie feste, tradizioni e costumi, oltre che peculiari motivi decorativi. La kasbah, piuttosto simile, apparteneva a un’unica grande famiglia. Entrambe spesso sono molto grandi, ma richiedono una costante manutenzione perché temono l’umidità, in grado di distruggere i suoi motivi geometrici.

Marabout

Si trovano ovunque e sono dei piccoli edifici quadrati con cupola, per lo più imbiancati a calce e ospitano la tomba di un santo.

Zellij

Sono pochi i cortili marocchini che rinunciano al questo motivo ornamentale, costituito da un mosaico di colorite tessere ceramiche disposte secondo schemi geometrici.

Ultimo aggiornamento: 11:41 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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